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La fabbrica del soggetto

Bruno Vespa e il grande furto alla Rai

di Andrea Sorcinelli

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Bruno Vespa e il grande furto alla Rai

Albano Paresi era un ladro maledettamente bravo. Era in grado di saccheggiare più o meno qualunque cosa decidesse di saccheggiare, e nella sua carriera era riuscito a mettere a segno colpi di tale portata ed ingegno da meritare il premio Nobel per la furbizia. Qui si racconta la sua fine.

Quella volta Paresi aveva deciso di avvalersi di un complice e la scelta era ricaduta su un giovane giornalista appena entrato a contatto con il mondo dell'informazione, un tale Bruno Vespa. Con quel colpo messo a segno non avrebbe più avuto bisogno di alzare un dito per tutta la vita. Il piano era molto semplice: Paresi si sarebbe spacciato per un collega di Vespa e avrebbe proposto alla commissione Rai la realizzazione di un format di sicuro successo; a quel punto avrebbe convinto la commissione che per procedere con il programma aveva bisogno di ricevere un'enorme somma di denaro in contanti e avrebbe fatto sì che i soldi fossero riposti dentro una valigia che sarebbe stata consegnata a Bruno Vespa. Il piano era semplice e assurdo, ma del resto la straordinaria abilità di Paresi stava proprio nel riuscire a convincere ogni tipo di persona a fare cose che normalmente non farebbe mai.
Infatti non ci vollero molti giorni affinché il terribile meccanismo ingranasse: Paresi e Vespa si incontrarono con la commissione Rai e la convinsero senza troppi sforzi. Il giorno seguente, Vespa si sarebbe dovuto recare in sede Rai per ritirare una valigetta contenente un'esorbitante quantità di banconote. Fatto questo, sarebbe uscito in strada con estrema disinvoltura e avrebbe camminato verso il parco della città. Ad un certo punto si sarebbe trovato di fronte un piccolo fiore finto contenente un meccanismo in grado di fargli simulare il movimento dell'appassimento: quello era il segnale, doveva lasciare lì la valigetta. Paresi, opportunamente travestito, sarebbe passato pochi minuti dopo e avrebbe tratto in salvo il denaro. Un piano semplice.

Ma, per la prima volta nella carriera di Albano Paresi, qualcosa andò storto: in Rai ci fu una fuga di informazioni, uno strano rigiro di accuse, contraccuse, scuse e scaricamenti di bidoni e durante queste consuete operazioni, qualcuno venne a sapere del piano di Vespa e Paresi. Fu per questa ragione che quando Vespa ritirò la valigetta avvertì uno strano fetore provenire dal suo interno: al posto dei soldi, la valigetta era piena zeppa di yogurt scaduti da 2 anni e 3 mesi. Le motivazioni per le quali qualcuno dovrebbe conservare per 2 anni e 3 mesi una quantità tale di yogurt scaduti da riempire una valigia restano tutt'ora ignote.
Un Bruno Vespa confuso e stordito cominciò a camminare per strada avviandosi verso il parco; frattanto, attorno a lui si raccoglieva misteriosamente una quantità sempre maggiore di mosche. Da testimonianze oculari sembra che fossero un'ottantina. Vespa arrivò al parco, e qui subito si rese conto di un terribile problema: il fetore emanato dalla valigia faceva appassire/stramazzare più o meno qualunque essere vivente nel raggio di 20 o 30 metri (mosche a parte), così che l'intrepido e nauseato ladro-giornalista non riusciva assolutamente a distinguere il fiore finto che appassiva, emblema del luogo fissato per lo scambio.
Fu così che Vespa giocò di approssimazione, sbagliando solo di pochi metri il luogo della consegna.

Albano Paresi aspettava con impazienza il momento del ritiro della valigetta contenente la sua infinita libertà. Si trovava in auto, poco distante dal parco, e dopo un rapido sguardo all'orologio si rese conto che era quasi ora di entrare in scena; decise così di cominciare il travestimento. Paresi estrasse dalla tasca dei jeans una piccola fialetta contenente una strana pomata giallina, che si spalmò con cura sotto il naso. Ci vollero solo pochi secondi per far crescere i peli del naso dell'uomo a dismisura; divennero così lunghi, che con una rapida ed esperta acconciatura riuscì a far assomigliare quella disgustosa matassa di peli ad un paio di baffi e ad una barba. Indiscutibilmente rivoltante, ma semplice e di sicuro effetto.
Paresi si diresse a passo svelto verso il luogo dell'incontro, ma ciò a cui si trovò di fronte lo scosse profondamente: non c'era nulla! Alcuni fiori appassiti, qualche albero morto e alcuni animali misteriosamente stramazzati al suolo, ma nessuna valigetta nel luogo dell'incontro. L'unica cosa che avvertiva era una straziante puzza. Poco dopo avvertì qualcos'altro: l'inconfondibile suono di sirene della polizia, in avvicinamento. Con una sonora imprecazione, Paresi iniziò una fuga disperata.

Poco si sa di come finì questa triste vicenda. Ciò che possiamo dire è che Vespa, sconvolto dall'evento, decise che avrebbe passato il resto della sua vita parlando di boiate tutte le sere dalle 23 all'una circa; Paresi, nel tentativo disperato di fuggire alla cattura, si operò. Dopo l'operazione cambiò il suo nome in Alba Parietti.

sabato 1 marzo 2008

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

Questi i 5 "ingredienti" imposti dalla produzione infame:
·
80 mosche che ronzano intorno a Bruno Vespa
·
una valigia piena di yogurt scaduti
·
una pomata che fa crescere i peli del naso
·
Alba Parietti prima della chirurgia plastica
·
un fiore finto che appassisce
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