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La fabbrica del soggetto

Il T-Rex nicotomane che sdentò Scamarcio

di Andrea Sorcinelli

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Il T-Rex nicotomane che sdentò Scamarcio

Nell'Oceano Pacifico, poco al largo del Costa Rica, si trova una minuscola, insignificante isola che nasconde un enorme segreto. Il nome di quell'ininfluente lembo di terra incredibilmente importante è Isla Sorna, e da quelle parti è stato anche girato un inutile film che aveva il preciso scopo di far credere alla gente che quanto vi accadeva fosse solo frutto di finzione; il film si chiamava "Jurassic Park", o qualcosa del genere. Il terribile segreto dell'isola risiede precisamente nel fatto che è abitata da una sterminata varietà di specie rettiloidi comunemente conosciute con il nome di "dinosauri", misteriosamente sopravvissute alle infernali catastrofi che hanno spazzato via i loro simili dal resto del pianeta.
Da tempo immemorabile, l'isola era controllata e sorvegliata da un gruppo di monaci tibetani che aveva strani e preoccupanti interessi riguardo alle bestie che lì vivevano; i monaci avevano trovato un paio di ingegnosi metodi per tenere a bada le enormi e per la maggior parte voraci belve: innanzitutto indossavano tonache fosforescenti in grado di rincitrullire i dinosauri e renderli così docili come bambini; in secondo luogo, qualora qualcosa andasse storto, avevano a disposizione una serie di bignè ripieni di nicotina. Bastava farne mangiare uno ad un dinosauro, che subito questo sviluppava un fortissimo bisogno di ingurgitare altra nicotina, e si tuffava in mare per raggiungere le fabbriche di sigarette che si trovavano dall'altra parte dell'oceano, nel mondo civilizzato. Ovviamente il loro peso e la loro fisiologica inadeguatezza al nuoto causavano il loro affogamento nel giro di una trentina di secondi.
Isla Sorna se ne era stata buona e zitta a covare i suoi segreti per migliaia di anni, "Jurassic Park" a parte, finché qualcuno non decise di metterci le mani: il suo nome era Clemente Mastella.

Il fatto era che Mastella aveva un sogno, un desiderio inespresso che aveva cercato di sublimare nella politica ma senza frutti: partecipare al Festival di Sanremo e vincerlo. Mastella aveva provato con un sacco di eccellenti brani di ottima musica, vere e proprie hit mancate quali "L'arte del voltagabbana", "Sono come il vento che soffia" e "Ignominiosamente bastardo dentro". Ma questi ed altri capolavori di mastelliana fattura ricevettero sempre decisi ed inspiegabili rifiuti dalla giuria sanremese.
Così, questa volta Mastella aveva deciso di giocare con la forza. Si recò in "visita ufficiale" in Costa Rica, ovviamente viaggiando con un aereo del governo italiano, ma ben presto di lui si perse ogni traccia. L'aereo tornò in patria senza passeggeri.

Un mese dopo, una nave incredibilmente grande si schiantava sulle rive di Sanremo. Con ruggiti terrificanti emerse dalle profondità d'acciaio dell'imbarcazione una bestia immonda, un Tyrannosaurus Rex alto come un palazzo di 5 o 6 piani. Al collo dell'animale si trovava l'estremità di un grosso collare d'acciaio. L'altra estremità era in mano di Clemente Mastella, che indossava una stranissima e ridicola tonaca fosforescente e stringeva nell'altra mano un bignè.
Mastella non aveva però calcolato che i metodi di controllo dei monaci potevano essere certo validi per Isla Sorna, ma non per una città. Il povero T-Rex fu abbagliato dalle luci, dal caos, dai suoni della città e perse completamente la testa.
Ruggì, strappò a morsi la catena che lo legava a Mastella, e ruggì ancora. Clemente non attese un secondo e gli lanciò in bocca il mortale bignè alla nicotina.
Il T-Rex masticò curioso, e dopo pochi secondi cominciò ad aggirarsi barcollante per la città, sbattendo allegramente la coda in qua e là (cosa questa che, date le dimensioni dell'animale e il suo entusiasmo, causò distruzioni pari all'esplosione della bomba atomica di Hiroshima) e urlando una serie di versi che ricordavano molto la parola "mamma".
La terribile e felicissima creatura se ne andò a zonzo devastando città e paesi per una mezza giornata buona. Poi, finalmente, giunse in prossimità di uno stabilimento farmaceutico che produceva cerotti alla nicotina, vi si adagiò comodamente sopra distruggendolo completamente e lì si addormentò, felice.

Ci vollero quattro ore e trenta mezzi dell'esercito per riportare l'animale alla nave.
La giuria di Sanremo decise che per quell'anno non ci sarebbe stato nessun festival e che la vittoria sarebbe stata assegnata a tavolino a Mastella, onde evitare altre alzate d'ingegno.

Quanto a Isla Sorna, il caso volle che il T-Rex, durante il suo vagabondaggio in terra italiana, avesse colpito con un deciso colpo di coda il noto attore Riccardo Scamarcio, che si trovava in Liguria per girare il quarantaduesimo sequel di "Tre metri sopra il cielo", e ne avesse sfasciato i denti.
Così, lo sdentato e indignato Scamarcio si adoperò per scoprire tutta la faccenda dietro il bestione e, una volta riuscitoci, fece causa ai monaci tibetani che abitavano Isla Sorna.
Questi ultimi vinsero la causa, perché il giudice odiava i film di Scamarcio e i libri di Federico Moccia a cui erano ispirati, ma per pagarsi le spese processuali furono costretti a vendere le loro esclusive tonache fosforescenti.

Dopo pochi mesi dall'incidente, su Isla Sorna non abitava più alcun essere umano.

domenica 17 febbraio 2008

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

Questi i 5 "ingredienti" imposti dalla produzione infame:
·
un bignè alla nicotina
·
Clemente Mastella che vince Sanremo
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un T-Rex che dice "mamma"
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Riccardo Scamarcio sdentato
·
monaci tibetani con la tonaca fosforescente
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