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La fabbrica del soggetto

C'era una vergine col salame sull'orlo del burrone

di Andrea Sorcinelli

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C'era una vergine col salame sull'orlo del burrone

Rousseau si trovava sull'orlo di un precipizio. Sotto di lui un fumo nero, orribilmente denso e fastidioso si dilettava a nausearlo fino allo stremo. Era finita.

Era cominciata quattro mesi prima. L'ispettore Rousseau si stava animosamente dedicando ad un'inutilissima giornata di lavoro alla centrale; in una comunità così piccola e tranquilla sperduta in mezzo al deserto come era Little Hops, l'ispettore serviva proprio a questo: a non far nulla. Un giorno però si presentò una donna furente. Era Luisa Corna. Sul volto di Rousseau, pochi secondi di rincitrullita sorpresa lasciarono ben presto spazio ad un'altrettanto rincitrullita espressione di gioia mascolina, giusto il tempo di riconoscere in quell'ossessa la famosa soubrette italiana. Era in viaggio negli Usa, diceva, e le era stata rubata la carta d'identità. Dopo qualche giorno di indagini, la risposta: Mary Jade, una ragazza venticinquenne, aveva compiuto il furto in un autogrill.

Fu la stessa ragazza a costituirsi; diceva che l'aveva fatto perché era ancora vergine. Non poteva credere che a 25 anni potesse essere ancora imballata di fabbrica e così aveva deciso di giocarsi il tutto per tutto: doveva diventare stupida. Incredibilmente stupida, come le soubrette italiane che aveva visto nella tv internazionale. Come Luisa Corna. Così avrebbe affascinato e conquistato qualunque uomo. Ci aveva provato e ce l'aveva quasi fatta, a diventare stupida. Restava solo un inutile, fastidioso, fondamentale residuo di cultura che proprio non era riuscita ad eliminare, data la sua sconcertante semplicità: il teorema di Pitagora. Era troppo semplice, non riusciva a dimenticarlo. Allora decise che doveva fare qualcosa di più. Non doveva solo cercare di assomigliare alle soubrette, doveva diventarlo lei stessa. Da cui il folle piano del furto della carta d'identità. Mary Jade fuggì in lacrime prima che Rousseau avesse il tempo di arrestarla. Sarebbe riuscita a fare l'amore, oppure si sarebbe uccisa. In maniera spettacolare, possibilmente. Diceva di volerlo fare "alla Thelma e Louise"... il suicidio, s'intende.

L'ispettore rimase sulle sue tracce per quattro mesi, quando finalmente gli arrivò la chiamata da una stazione di servizio vicino al Grand Canyon. Una ragazza sui 25 anni era stata là, aveva costretto l'unica commessa a spogliarsi e poi, colpita da un ripensamento, era fuggita prima che la vittima avesse il tempo di togliersi l'orribile perizoma rosso e blu che indossava. Se ne era andata a mani vuote, tranne che per un piccolo particolare. Rousseau giunse sul posto in pochi minuti. La commessa era ancora lì, in perizoma, e l'ispettore capì cosa era stato rubato: un salamino di cioccolata. Trovo anche un'altra cosa: una cartina geografica del posto con due segmenti tracciati a penna, disposti a formare i due cateti di un triangolo; c'era anche scritta una semplice parola: trovami. Rousseau si rese conto che un estremo di uno dei due segmenti coincideva sulla cartina con il locale in cui si trovava in quel momento. Da lì in poi i passi furono facili: completò il disegno del triangolo e calcolo la lunghezza dell'ipotenusa col teorema di Pitagora. Quella era la direzione e la distanza che doveva percorrere: 24 km a sud-ovest.

L'ispettore Rousseau si fiondò sul posto ma ormai era troppo tardi. L'auto di Mary Jade era precipitata nel Grand Canyon, probabilmente con lei dentro. "Alla Thelma e Louise", aveva detto. In terra, Rousseau trovò un oggetto: un salamino di cioccolata, più corto del normale, parzialmente sciolto.
Fu in quel preciso istante che si chiese se la vergine suicida fosse riuscita, prima di morire, a realizzare il suo semplice, grande sogno.

giovedì 17 gennaio 2008

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

Questi i 5 "ingredienti" imposti dalla produzione infame:
·
una vergine aspirante suicida
·
un salame di cioccolata
·
una commessa in perizoma
·
la carta d'identità di Luisa Corna
·
il teorema di Pitagora
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