Film Machine10.000 A.C.
di Andrea Sorcinelli
stampa l'articolo - invia ad un amico
Intorno all'anno 10.000 a.C. la civiltà umana era ai suoi timidi albori. Una pacifica tribù di cacciatori di mammuth viveva sulle montagne asiatiche dividendo le giornate tra caccia e interpretazione di profezie. Tutto cambia quando una spedizione militare inviata da una fiorente civiltà egiziana irrompe nel serafico villaggio e ne rapisce i componenti. Starà al cacciatore D'Leh inseguire i saccheggiatori e liberare, assieme ai suoi fratelli, la donna che ama. Signore e signori, torna sulle scene il regista più megalomane ed apocalittico mai approdato ad Hollywood, quel Roland Emmerich che già ha firmato kolossal quali Stargate, Independence Day e The Day After Tomorrow. Anche in questo caso, il regista di teutoniche origini non cambia registro e ci propina la sua solita ricetta, il che ha come significato: tanta azione, una marcata attenzione a ricreare atmosfere pseudo-verosimili (molto pseudo, e poco verosimili) e una costante epicità di fondo a coronare il tutto. L'attenzione di Emmerich questa volta si rivolge alla preistoria, e ciò che salta fuori è un film ibrido, a tratti fastidioso nel suo cercare di far collimare pure teorie storico-archeologiche con fantasticherie mistico-religiose bambinescamente proposte nel corso dell'opera. 10.000 A.C. sembra voler dar credito alla teoria, oggi sostenuta da diversi studiosi, che la civiltà egizia che noi conosciamo abbia avuto un "prototipo" precedente proprio 10.000-12.000 anni fa. Ma da questa teoria al totale stravolgimento della cronologia il passo è breve: e allora troviamo mammuth, tigri dai denti a sciabola e simil-dinosauri insieme a piramidi e faraoni, e cacciatori di montagna belli e puliti che parlano di alta filosofia e usano espressioni complesse e di moderna fattura. Campione di post-moderno posticcio e pasticciato, questo film perde ogni valore storico, spettacolarizza e snatura il passato senza pudore né ritegno, attualizzando eventi che sono semplicemente inattualizzabili. 10.000 A.C. riprende molto da vicino la struttura di Apocalypto firmato Mel Gibson, ma non riesce in alcun modo a raggiungere il coerente equilibrio tra storia e spettacolo che caratterizzava così positivamente l'opera di Gibson. Restano comunque la delusione e il biasimo per una calcolata e spietata operazione di banalizzazione della storia in virtù della vendibilità del film, "crimine" al quale non si può soprassedere nonostante gli aspetti positivi che ha questa pellicola, comunque legati esclusivamente all'immagine. Voto: 6 sabato 15 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|