Film Machine21
di Stefano Montini
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Il professor Rosa ha creato un sistema per vincere a blackjack. La sua squadra di brillanti giocatori-studenti va ogni weekend a Las Vegas e fa vincite stratosferiche. Tra loro l'ultimo arrivato è Ben, un bravo ragazzo che ha bisogno di trecentomila dollari per andare ad Harvard. Ma una volta raggiunta la cifra, e "annusato" lo stile di vita di Las Vegas, Ben non riesce più a tornare indietro. Ogni tanto arrivano nelle sale film che, come 21, sembrano portare una ventata di aria fresca. Attori emergenti e trailer veloci li aiutano ad ottenere buoni incassi, perché l'originalità paga; in realtà non si tratta di novità, ma di semplice furbizia. Un paio di colpi di scena finali lascia un senso di sorpresa nello spettatore, facendo scordare che tutto il resto della pellicola ha poco da dire. 21 mette insieme una trama grossolana, una parte matematica artificiosa e complessa, eccessi notturni infantili e, appunto, un finale a sorpresa (che poi così sorprendente non è). 21 merita di essere visto solo per la buona prova del giovane Jim Sturgess, credibile sia come bravo ragazzo represso che come giocatore di blackjack vincente; è lui che salva dalla noia la lunga parte centrale della pellicola. Purtroppo neanche Kevin Spacey risulta incisivo, forse perché costretto in un personaggio antipatico al cubo, mentre diverte l'ambiguo ruolo di Laurence Fishburne, acerrimo nemico dei bari e della tecnologia che avanza. L'unica cosa davvero interessante di 21 è che la storia è vera: il libro "Blackjack Club" di Ben Mezrich, da cui il film è tratto, racconta le peripezie dei sei studenti del MIT che dal '96 al '98, pur continuando la loro normale vita accademica, se ne andarono a sbancare i casinò d'America, finché la mafia non decise di prendere provvedimenti. Voto: 6 venerdì 25 aprile 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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