Film MachineAlla luce del sole
di Luca Alessandroni
stampa l'articolo - invia ad un amico
Cosa fa il vero prete? Ecco il ritratto di Don Pino Puglisi, prete antimafia del Brancaccio, "pennellato" da un Faenza didattico ma ispirato, in un film intenso che dà spazio alla speranza: il sorriso finale di un bimbo malinconico (violato nella sua infanzia) ed una fotografia "calda d'affetto", riscattano l'incipit crudo e nervoso ma audace nella sua efferatezza. Anche se talvolta un suicidio liberatorio, che sia auto o etero-inflitto (è un paradosso, ma guardate il film!), può essere la chiusa orgogliosa di un dramma sull'omertà e la lenta sopraffazione (lo dice anche Lynch nel prequel di "Twin Peaks"); non un reato! E non me ne vogliano cattolici e conservatori: si chiedano piuttosto perché la loro Santa Chiesa abbandonò Don Puglisi! Lui morì ammazzato in pieno sole, nella codardia del Brancaccio che chiuse le persiane in piazza e schivò il suo corpo insanguinato. Qui la fotografia di Italo Petriccione non condanna ma biasima: manca il sudore e quel piscio rappreso della malsanità palpabile (vedi il remake di "Non aprite quella porta"), e la speranza esplode nel "pastello" dei giocattoli sopra il "noce" di una bara e nel bagliore diffuso del patetico finale da "ghost-movie". Un'unica considerazione: c'è differenza tra la morte del prete e quella di una "checca" investita dal suo carro in un gay-pride mentre palesa la sua "gaiezza"? Entrambi soli, uccisi per una chimera dalla loro stessa utopica comunità, abbandonati dalla Chiesa: il primo verrà beatificato per ovazione popolare ed il secondo schernito, reo di non aver reciso "l'uccello peccatore"! Voto: 7 sabato 18 marzo 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|