Film MachineAngeli e Demoni
di Luca Alessandroni
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Morto un Papa se ne fa un altro. Ma nella Città del Vaticano qualcuno (forse un Illuminato) rapisce i quattro cardinali preferiti e minaccia di ucciderne uno all'ora. In più un cilindro di antimateria nascosto chissà dove potrebbe spazzar via l'intera Roma. Chiariamolo subito: Angeli e Demoni non è Il Codice Da Vinci. Mancano enigmi e trabocchetti, oggetti misteriosi e speculazione intellettuale, e soprattutto quell'amore poetico per una fede pagana che fa inginocchiare Langdon sopra la tomba di Maria Maddalena, la compagna di Gesù, almeno secondo Dan Brown. In più, però, c'è ritmo, c'è adrenalina e tanta action, cose che rendono Angeli e Demoni una specie di caccia al tesoro al negativo: trova i morti e vinci lo spettacolo. Effettivamente sono le scene violente quelle che riescono meglio al regista Ron Howard, che troppo spesso si impantana in dialoghi lunghi, verbosi, ridondanti e inutili, documentati in maniera statica da una macchina da presa annoiata. Ma, proprio quando la pellicola sembra afflosciarsi e perdere tutto l'appeal sul pubblico, vuoi anche per il suo non concedersi troppo facilmente agli scandali, Mr. Happy Days ed entourage piazzano il loro colpo ad effetto: mescolare sacro e profano, merda e acquasanta, gli angeli e i demoni del titolo, che finiscono per essere le due facce della stessa medaglia; lo fanno nei dipinti e nelle statue, nel clero nicotomane e nella gente che passeggia per Roma, nella folla di fedeli che attende la fumata bianca e nel camerlengo, ottimamente interpretato da Ewan McGregor. Così un film tendente al fiacco si riscatta e diventa più godibile (perché leggero) e maturo del suo illustre predecessore. Voto: 7,5 venerdì 15 maggio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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