Film MachineAria
di Stefano Montini
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Giovanni ha un corpo di uomo, ma sa di essere una donna dentro. Eppure si costruisce una vita "normale", si sposa e diventa un noto pianista. Ma da anziano, la sua parte femminile si rifà forte ed esige aria... La vita, dall'infanzia alla vecchiaia, di un uomo diverso, o forse è meglio dire di una donna diversa. Ma il racconto è tutt'altro che lineare, è un viavai di ricordi che spesso si sovrappongono, come può succedere solo nella mente e nel cinema. Aria, opera prima del regista teatrale Valerio D'Annunzio, si propone di scandagliare psicologicamente la particolare condizione del suo protagonista, offrendo spunti di riflessione al pubblico. In parte si può dire che ci riesca, ma l'opera a tratti risulta veramente confusa, poco matura e didascalica. Ottima la prova del protagonista Roberto Herlitzka, capace di entrare in un complesso personaggio mai visto al cinema prima d'ora. Le musiche di Giovanni Allevi (da notare che il suo nome spicca furbescamente sulla locandina) riempiono il film, forse anche troppo, e non riescono ad essere così efficaci come si sarebbe voluto. In generale, Aria non raggiunge i suoi scopi e rimane solo un film interessante, ma anche eccessivamente complesso e difficile da seguire. Aria si rivela un'opera che incuriosisce, che vorrebbe dire qualcosa, ma si perde in un guazzabuglio che aspirava ad essere un film ben più importante. Voto: 6 lunedì 30 marzo 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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