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Australia

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Australia

Lady Sarah Ashley è una nobildonna inglese sposata con Lord Ashley, il quale possiede e gestisce un allevamento di bestiame nell'Australia settentrionale. Insospettita da strane manovre del marito, Lady Ashley si mette in viaggio per la terra dei canguri, con l'intento di scoprire cosa stia combinando il consorte. Ma non appena giunta in Australia, Lady Ashley scopre che una nuova vita è cominciata per lei. Una vita fatta di lotte, amori e paura. Sullo sfondo, la minaccia incombente della seconda guerra mondiale.

A 7 anni di distanza da Moulin Rouge e a 12 da Romeo + Giulietta, il regista australiano Baz Luhrmann torna sul grande schermo con una vera e propria epopea ambientata nella sua terra natale. Con attori del calibro di Nicole Kidman e Hugh Jackman, Luhrmann costruisce una storia che riesce a mescolare sapientemente avventura, amore, guerra e problematiche sociali in circa 165 minuti di ottimo cinema. Alla base del successo di Australia c'è un'eccellente sceneggiatura, che riesce ad assumere in maniera estremamente disinvolta diverse facce durante lo svolgersi degli eventi, dosando benissimo i tempi e non risultando mai noiosa o eccessivamente ridondante. La regia di Luhrmann si adegua ai voli pindarici dello script, ora concedendosi mirabili piroette nelle scene d'azione ed ora concentrandosi sapientemente su volti e dettagli nelle sequenze più intime. La coinvolta interpretazione di tutto il cast, sebbene probabilmente potesse essere migliore, completa il quadro regalandoci un gran bel film.
Australia riesce ad evitare quasi ogni tipo di eccesso e a mantenere un apparentemente instabile equilibrio tra i diversi generi che lo compongono. Certo, come tutte le opere artistiche, anche questa pellicola non è perfetta, e possiamo citare in particolare un paio di difetti: un uso troppo massiccio di interventi digitali sul film, specialmente per quanto riguarda la colorazione delle immagini, e un finale forse troppo strascicato, che può rendere, anche se non noiosi, almeno un po' fastidiosi gli ultimi minuti dell'opera.

Dopo il successo di Moulin Rouge, Baz Luhrmann ci regala un altro film imperdibile, un'epopea in pieno stile hollywoodiano che reinventa e rende di nuovo appetibile uno dei generi cinematografici più classici. E lo fa senza stravolgerlo. Mica male.

Voto: 8,5

domenica 18 gennaio 2009

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