home  chi siamo  mappa del sito  cerca  link  email  rss  newsletter
NEW
TOP 7
FILM
TV
VIP

Film Machine

Bianco e nero

di Andrea Sorcinelli

stampa l'articolo - invia ad un amico

Trama e recensione Bianco e nero

In una Roma sempre più multicolore e multiculturale, Elena lavora in un'organizzazione completamente dedita all'integrazione tra bianchi e neri. Carlo è suo marito e non ne può più di sentire la moglie parlare continuamente di Africa, di bambini poveri, di campi di lavoro... lui lavora con i computer, che gli importa? Ma Carlo incontra Nadine, una giovane ragazza nera. Tutto cambia, e tra mille intrighi familiari-amorosi, succedono danni a non finire.

Sembra che ormai sia una condanna. L'eterna, ridondante, interminabile maledizione del cinema romano "di alto borgo": produrre film banali, inutili, convenzionali e "telefonati" dalla prima all'ultima scena; pellicole mal realizzate e mal concepite, da un punto di vista sia tecnico che artistico. Ormai si sa che le cose vanno così, ma il polpettone romano firmato dalla Comencini de La bestia nel cuore potevano anche risparmiarcelo. Non se ne può più di commedie come questa, dove gli attori sono letteralmente presi dalla strada (nella peggiore delle accezioni che si possono attribuire a tale espressione), dove non c'è cura tecnico-artistica, dove le sceneggiature sono scritte e girate con il solito stampo marcio e ammuffito. E qui la Comencini esagera veramente e compie l'infamata definitiva. Vestendo il suo film di vani ed effervescenti temi "socialeggianti", la regista si porta a casa la "sacra protezione" del governo in virtù dell'Impegno dei temi proposti. Ma non ci vuole troppo ad accorgersi che il tema razziale è solo un pretesto per raccontare la solita, immancabile storia d'amore della forma "lei ama lui ma lui ama l'altra". Sì ok, si parla di neri e di bianchi, di qualcuno che non accetta qualcun altro. Ma stringi stringi, il film è vuoto, spoglio, ridondante, per nulla incisivo, scontato e fastidioso in tutti i suoi elementi. La solita commedia nostrana leggermente restaurata. Il modo in cui la Comencini usa la macchina da presa sembra preso pari pari da un manuale (nemmeno dei migliori); la patina visiva è, come al solito, tremendamente televisiva. La pellicola nel suo complesso sembra più una malriuscita, lunghissima puntata dell'ennesima fiction Tv; pochi i momenti vagamente divertenti, e comunque complessivamente inutili. Per non parlare poi di Fabio Volo: faccia simpatica e fotogenica, ma con un piccolo problema: lui non recita. Non ci prova nemmeno. Al suo sesto film, potrebbe perlomeno provarci a fare l'attore, almeno avendo il buonsenso di studiarsi un po' di dizione.

Un gran pastrocchio, come ormai tipico dei prodotti made in Cinecittà. Ed è vergognoso ed assolutamente riprovevole che le istituzioni osannino questa sciatta commediola a baluardo della parità razziale, quando in giro ci sono artisti a palate che vogliono e possono dire qualcosa di veramente incisivo al pubblico, anche se probabilmente in maniera non politicamente corretta.
Vergogna e tristezza. Roma affoga nel melenso e zuccheroso buon costume della repressione del libero pensiero.

Voto: 4

domenica 13 gennaio 2008

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

ADV entertainment by multiplayer.it Ufficio Marketing Tel. 0744/2462113
E-mail: marketing@multiplayer.it
SnifFilm ©2009 Tutti i diritti riservati

Valid XHTML 1.0! Valid CSS!