Film MachineBlack Dahlia
di Luca Alessandroni
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Due poliziotti ex pugili, "vertici" di un quasi triangolo amoroso, indagano sul brutale omicidio di un'attricetta bisex in una Hollywood degli esordi più marcia di quanto sembri. Ma la corruzione è nelle forze dell'ordine quanto nello star system e la finzione sembra veicolare la verità. Che è sempre e solo relativa perché filtrata dai protagonisti. Un bordello di nomi, spari, pugni e calci in una confezione retrò dalla messinscena simbolica. "Io non capisco l'arte moderna", dice il regista per bocca di Bucky, e il filtro invecchiamento che gialleggia su Los Angeles ne è la dimostrazione. La Dahlia tagliata a metà, una seducente mora che le assomiglia terribilmente, la bionda "dei detective" marchiata con le iniziali di un altro uomo, la schizzata di turno e una lollipop minorenne: l'elemento femminile, ermafrodita per interesse o perversione, è il collante della storia. L'uomo è la sua vittima e ne legittima l'esistenza. Se il corpo è il nostro segno sul mondo trafiggerlo è fare esplodere il suo senso, tagliarlo è sezionarne la Storia, svuotarlo è cancellargli l'essenza e il ricordo. De Palma dipinge a tinte spente un noir classico di grande eleganza formale "puntando" sulla performance di attori in chiaro-scuro. Su tutti una Dahlia fenomenale. Film appassionante, forse un po' troppo complicato nell'intreccio, ma con dei virtuosismi "di macchina" che ripagano il prezzo del biglietto. Anche se il "vecchio" Brian potrebbe fare di più! Voto: 7,5 domenica 1 ottobre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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