Film MachineBlood diamond - Diamanti di sangue
di Andrea Sorcinelli
stampa l'articolo - invia ad un amico
La guerra civile impazza e percuote la Sierra Leone di fine millennio. I diamanti di cui questa terra è generosamente abbondante alimentano l'avidità e la spietatezza delle parti in conflitto, nonché di poco scrupolose multinazionali occidentali. Tra le tenaglie ugualmente perverse e sporche di sangue del governo locale e delle forze ribelli, si delineano le vicende di Solomon Vandy, umile pescatore strappato al suo villaggio e costretto a cercare diamanti nonché padre e marito in disperata ricerca della famiglia perduta, di Danny Archer, cinico e disilluso contrabbandiere di diamanti originario dello Zimbabwe con una sovraumana voglia di lasciare l'Africa e di Maddy Bowen, giornalista americana in cerca di una storia abbastanza tragica e credibile da far utopicamente risvegliare la coscienza dell'Occidente. Chiariamolo subito, il nuovo film di Edward Zwick, regista de L'Ultimo Samurai, è dannatamente commerciale. Commerciale nel senso migliore del termine, ovvero come opera che rispetta minuziosamente le regole d'oro per piacere e rendersi godibile praticamente a qualunque pubblico. E ben venga questo spirito di mercato se serve, come in questo caso, a diffondere ed infondere informazioni e messaggi così importanti come l'orrore che ruota attorno al traffico clandestino di diamanti africani. E così tra una sparatoria e una sensuale scena di ballo tra i belli di turno (che però stavolta non si baceranno... incredibile), tra un furibondo inseguimento immerso in splendidi scenari esotici e una "esplosiva" frase all'americana Zwick riesce ad inserire un'accurata e sinceramente toccante indagine sugli orrori delle guerre africane, dal dramma dei bambini-soldato alle atrocità commesse dalle forze militari locali. In questi momenti lo stile registico si allontana dai canoni dell'action-movie che rispetta scrupolosamente nel resto del film e diventa assimilabile ad un'impostazione quasi documentaristica, che a tratti può risultare anche eccessivamente caricata e fuori luogo. Se comunque in generale possiamo ritenere la commistione di commerciale e impegnato riuscita (pur con semi-lieto fine eccessivamente melenso) altrettanto non si può dire dell'odissea del nostro protagonista, il buon trafficante Archer. Il suo personaggio è infatti un classico esempio di anti-eroe tormentato da fantasmi del passato, proprio come il protagonista de L'Ultimo Samurai. E proprio come lui, arriverà l'immancabile pacchetto "redenzione+decisione di rischiare la propria vita per una nobile causa". Nonostante questo palese esempio di copia-incolla da un film all'altro, il cast è incredibilmente brillante, DiCaprio e Hounsou in primis, e Zwick dimostra ancora una volta di saper dirigere magistralmente gli attori che ha a disposizione. Un film che si dimostra interessante esperimento di mescolanza di diversi stili, un'opera che ha molto da dire e da insegnare e che appare sincera e coinvolta nel suo messaggio senza per questo assumere quei toni culturalmente snob e altezzosi tipici di alcuni suoi colleghi socialmente impegnati. Voto: 7 sabato 27 gennaio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|