Film MachineCaos calmo
di Stefano Montini
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Pietro Paladini, funzionario di una pay tv italo/francese, resta improvvisamente vedovo. Lungi dal lasciarsi andare al dolore, Pietro decide di non tornare più in ufficio e lavorare da una panchina davanti la scuola della figlia. Lì, in tranquillità, avrà la possibilità di riflettere su se stesso e di affrontare il suo lutto. Un film ambientato su una panchina. All'incirca è così, ma non si tratta di noioso rigore stilistico; la panchina aiuta Caos calmo ad essere asciutto al massimo, a evitare divagazioni inutili e ad aumentare l'incisività complessiva dell'opera. La lentezza della vita e la velocità della narrazione si bilanciano, e intanto intorno a quella panchina si scopre una folta umanità, ma che non è coralità; i dialoghi sono sempre a due interlocutori, semplici. E poi sopra la panchina c'è Nanni Moretti, anche cosceneggiatore; il suo noto stile ogni tanto fa capolino, aiuta a rilassare lo spettatore, e Moretti non resiste a infilare qua e là qualche battuta sul cinema. "Lo so che dobbiamo aiutare il Cinema italiano, non pensiamo ad altro tutto il giorno". Antonello Grimaldi, regista attivo principalmente sul piccolo schermo, firma un film solido e coinvolgente, degno di rappresentare il Cinema italiano contemporaneo. I media da settimane non parlano d'altro che della scena erotica tra Moretti e Isabella Ferrari. Certo è una pubblicità poco corretta, che limita il film, ma non scordiamo che il fine giustifica i mezzi e poi, in qualche modo, "dobbiamo aiutare il Cinema italiano, non pensiamo ad altro tutto il giorno". Voto 7,5 domenica 10 febbraio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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