Film MachineChe - L'Argentino
di Stefano Montini
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Nel 1956 il giovane medico argentino Ernesto Guevara incontra Fidel Castro. Di lì a poco, assieme ad un'ottantina di uomini, sbarcheranno a Cuba e daranno vita alla rivoluzione che porterà, nel '59, alla fuga del dittatore Fulgencio Batista dall'isola. Le finte immagini di repertorio, riguardanti l'intervento di Ernesto Guevara all'ONU, intramezzano, spiegano e a volte smentiscono il pensiero e soprattutto la nascita del personaggio del Comandante così come è stato poi ricordato. Che - L'Argentino è principalmente un film d'azione, che si carica durante le lunghe attese nella vegetazione cubana per poi esplodere nelle battaglie cittadine, rappresentate con occhio discreto ma reale dalla scheggia impazzita di Hollywood Steven Soderbergh. Grande spazio è dato anche alle scelte tattiche fatte da Castro e Guevara, e soprattutto al concetto di Rivoluzione, un atto d'amore verso l'umanità e la giustizia. Non si può dire che il film vada a sviscerare l'animo dei suoi protagonisti, ma ne documenta il comportamento e le parole, così da restare, quando possibile, fedele agli eventi; anche se, detto questo, va notato un umorismo che trasversalmente colpisce tutti tranne, guarda caso, Guevara. Unico difetto di Che - L'Argentino, prima parte di un'opera che complessivamente supera le quattro ore, è che ogni tanto perde forza, e si trascina a fatica (come il Che che marcia con l'asma) fino all'ultima, cruciale battaglia di Santa Clara. Soderbergh riadatta il suo gusto per i dettagli all'impervia foresta cubana, e si affida ad una videocamera digitale di ultima generazione e all'esclusiva illuminazione naturale. E il risultato è, come al suo solito, sia nel bene che nel male, sorprendente. Voto: 7,5 mercoledì 15 aprile 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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