Film MachineCloverfield
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Rob si trasferirà in Giappone e i suoi amici decidono di organizzargli una festa a sorpresa. Tutto sembra filare liscio, ma intorno alla mezzanotte la città viene assediata da una creatura gigantesca. Mentre tutti cercano di mettersi in salvo, Rob corre in soccorso della sua (più che) amica Beth. Che sia una festa d'addio o la distruzione di Manhattan, Hud (acronimo di Head-Up Display) continua sempre a "documentare la serata". Le immagini sono mosse e indecifrabili nei momenti più concitati ma, vuoi l'alta qualità, vuoi che di Cloverfield si parla da mesi, si fa fatica a considerarle "amatoriali". La scelta di realizzare una specie di documentario è vincente, per originalità e coraggio, ma il pubblico, per sconfiggere il mal di mare generale, "riaccende" il cervello troppo presto. Quindi sta allo spettatore scegliere se farsi coinvolgere da Cloverfield o se smontarlo senza pietà. L'illuminazione è molto reale e le facce dei protagonisti sono sconosciute quanto basta; la notte aiuta a nascondere i dettagli e il mostro che, quando si vede, sembra vero. Il mostro è un vero mistero; viene fatto vedere parzialmente, dal solo punto di vista di Hud, ed è difficile capire come sia fatto davvero. Cosa questa che lo rende ancora più spaventoso. Le uniche informazioni utili le si possono trovare sui finti tg che girano in internet. La pazzesca promozione di Cloverfield è stata originale quanto il film, tenuto top secret fino all'arrivo nelle sale; ma ha dato i suoi frutti, a vedere dal botteghino. Voto: 7 sabato 2 febbraio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|