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Come Dio comanda

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Come Dio comanda

Rino e Cristiano Zena, rispettivamente padre e figlio, vivono in povera precarietà ma sono uniti da un rapporto forte e sincero anche se molto spesso conflittuale, in buona parte a causa dell'incontrollata aggressività di Rino. "Quattro Formaggi", soprannome di un amico mentalmente ritardato degli Zena, è l'unica persona a stare veramente vicino ai due. La situazione cambierà radicalmente all'accadere di un evento tanto inaspettato quanto terribile.

Con questo Come Dio comanda, Gabriele Salvatores firma la tredicesima regia di un lungometraggio. Con i suoi lavori passati si è dimostrato uno dei più talentuosi artisti cinematografici nostrani, e questa sua ultima fatica non smentisce la tradizione ed anzi costituisce forse un nuovo vertice della sua carriera. Tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti come il precedente Io non ho paura, il film costituisce il lucido ritratto di una condizione sociale, reso in diverse sfumature anche contrastanti tra loro e senza censure; ma la coppia Salvatores-Ammaniti, quest'ultimo anche sceneggiatore dell'opera, non si scorda che sta realizzando un film e ci regala una narrazione fluida ed accattivante, ricolma com'è di colpi di scena, cambi di tempo e momenti di tensione incredibilmente prolungati.
Il fantastico gioco che si compone davanti ai nostri occhi riesce solamente grazie all'elevatissima qualità di tutto l'apparato tecnico-artistico, senza eccezione alcuna. A partire dagli attori, tutti bravissimi e ottimamente diretti; per continuare con la regia di Salvatores, che è un autentico gioiellino e si permette soluzioni coraggiose, insolite ed efficacissime che raramente si possono godere nello stantio panorama della cinematografia italiana; per finire agli aspetti più tecnici, con una fotografia dai colori ben dosati e un suono tra i più curati e coinvolgenti uditi recentemente, anche questo piuttosto insolito per il nostro cinema, che troppo spesso si accontenta di pessime prese dirette.
Unico appunto che è possibile muovere è che l'opera tratta temi esaminati allo sfinimento dal cinema, con un approccio visto e rivisto; ma lo fa con grande stile e questo basta (in parte) a perdonare la ridondanza.

Un piacere per gli occhi, la mente e le orecchie; questo Come Dio comanda si dimostra un bellissimo film, magistralmente realizzato da uno dei pochi registi italiani veramente in grado di paragonarsi ai più bravi colleghi di tutto il mondo.

Voto: 8,5

sabato 13 dicembre 2008

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