Film MachineControl
di Andrea Sorcinelli
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La vera storia di Ian Curtis, leader della storica rock band inglese Joy Division e ragazzo pieno di problemi; sposato giovanissimo, risucchiato dal business discografico e dalla sua stessa musica, torturato dall'epilessia, morto suicida a 24 anni non ancora compiuti. Control si presenta come una biografia piuttosto asciutta ed essenziale della vita di Ian Curtis, diretta dall'olandese Anton Corbijn e basata sul romanzo "Touching from a distance" di Deborah Curtis, moglie di Ian. Fin dalle prime battute del film appare chiara l'impostazione scelta dai realizzatori: inquadrature statiche, geometriche e descrittive; bianco e nero; totale assenza di musica eccetto nelle frequenti ma brevi sequenze che vedono i Joy Division impegnati in prove e concerti. Realistico, asettico e dettagliato, questi gli aggettivi migliori per descrivere Control. La macchina da presa si limita ad osservare ciò che accade e a riproporcelo così com'è, apparentemente senza filtri. Uno stile quasi documentaristico che ben si accosta agli intenti biografici della pellicola. Un film di questo tipo richiede una grande prova da parte del cast, che in questo caso regge pienamente il compito affidatogli, specialmente per quanto riguarda Sam Riley, perfetto nel ruolo del protagonista Ian Curtis. Non un gran risultato, questo Control. Da una parte si cerca di raccontare una storia ricca di emozioni, lacrime e sudore; dall'altra si frena quest'emergere di emotività e ci si limita ad un'occhiata superficiale, veloce, non soddisfacente. Voto: 6,5 lunedì 17 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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