Film MachineDenti
di Stefano Montini
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Dawn è una liceale che ha deciso di mantenersi pura fino alle nozze. Ma quando è vittima di violenza sessuale scopre di avere dei denti nella vagina capaci di recidere qualunque "cosa". Non sono pochi i temi trattati da questo piccolo film di periferia: dall'estremismo religioso alla sottomissione della donna, passando per l'amore più deviato e forse anche per l'ecologia (che quelle mostruose ciminiere sempre in vista abbiano contribuito alla mutazione di Dawn?). C'è anche una risposta alla domanda che tormenta tutti i teenager: perché al cinema si vedono i genitali maschili ma non quelli femminili? Però, al primo pene strappato (primo di una lunghissima serie), l'ancestrale mito della vagina dentata prende il sopravvento e divora ogni possibile approfondimento narrativo. Alla fine ci troviamo di fronte ad un film sull'emancipazione femminile e sull'arma più potente che le donne hanno per ottenerla; calma, i morsi sono solo una metafora... Denti paga l'errore di andarsi ad infilare in una storia senza via di uscita, tanto da dovere abusare di membri recisi per ravvivare l'attenzione del pubblico. Però è ammirevole il sottile umorismo che accompagna la narrazione, spiritoso senza quasi mai diventare volgare, come a voler precisare che il film non parla di una vagina, ma di una ragazza che diventa donna. Voto: 7 lunedì 25 agosto 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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