Film MachineDie Hard - Vivere o morire
di Andrea Sorcinelli
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I terroristi non si arrendono di fronte a niente e nessuno. Gli Stati Uniti si sentono sempre più in crisi dopo l'11 Settembre, e il livello di prudenza assunto dalle istituzioni sfiora la paranoia. Nonostante tutto, non si riesce ad evitare un terribile assalto informatico che paralizza l'intera costa orientale e manda ai pazzi l'FBI. E quando succedono questi danni colossali, ci vuole un uomo esperto in grandi casini. Molto esperto. Preparatevi, perché John McClane è tornato, ed è molto più arrabbiato di prima... Vent'anni più vecchio ma non per questo meno duro e deciso, Bruce Willis torna a vestire i panni di John McClane, il poliziotto più scatenato e masochista che il Cinema abbia mai avuto modo di vedere. E siccome siamo nell'era digitale, e visto che è successo quel che è successo l'11 Settembre 2001, gli autori del film hanno ben pensato di attualizzare il personaggio di McClane, calandolo in una situazione che riguarda attacchi terroristici alla sicurezza informatica statunitense. McClane, si sa, non è un genio di elettronica e computer, e pertanto questa volta si dovrà avvalere dell'aiuto di un giovane hacker; e ha una figlia, che verrà coinvolta in tutto il patatrac. Come potete capire, il film ce la mette proprio tutta per "svecchiare" un personaggio che ha la sua età, e che di per sé avrebbe poco da dire e da far esplodere che non abbia già detto o fatto esplodere nei tre film precedenti. E così, attorno ad un McClane sempre uguale a se stesso, anche se con qualche ruga in più, si sviluppa una storia che in maniera ridondante e quasi ossessiva punta il dito sulle minacce terroristico-tecnologiche che possono colpire il cuore dell'America dal di fuori e dal di dentro. Ne abbiamo viste fin troppe di storie così dal 2001 in avanti e, con tutto il rispetto per le vittime del terrorismo, a livello cinematografico siamo saturi fino alla nausea di pellicole che fanno leva sull'angoscia e la paranoia di massa post torri gemelle. Ma questo film ha qualcosa di diverso, in un certo senso. Insomma, stiamo pur sempre parlando di Die Hard, no? Sì, e infatti McClane è sempre lui. Con le sue battute spaccone e i suoi salti mortali super-masochistici accompagna piacevolmente lo svolgersi di tutta l'assurda vicenda del film, e la spalla che gli è stata affiancata, il giovane hacker cagasotto, funziona ed esalta ancora di più le sue caratteristiche. Il ruolo di padre e marito frustrato si mescolano bene ai muscoli d'acciaio del vecchio John, conferendogli quel minimo di spessore che l'età necessariamente gli ha infuso, ma non snaturandolo dal suo essere poliziotto brutale e buontempone. Willis regge alla grande la prova, e dimostra ancora una volta come il personaggio di McClane gli sia stato letteralmente cucito addosso. Anche a livello visivo, il film se la cava egregiamente, con una regia ed un montaggio iperbolici e dinamici che sottolineano ed esaltano lo svolgersi degli eventi e le folli "acrobazie" del protagonista. Soprattutto a livello registico, assistiamo a inquadrature e soluzioni sceniche di rara bellezza e freschezza, cosa non molto frequente nell'inflazionato regno degli action movie. Insomma, Die Hard è sempre lo stesso. Perciò è un film d'azione, che tenta di vestirsi di serietà parlando della sicurezza delle infrastrutture statunitensi, ma che resta pur sempre un giocattolone, colorato ed esplosivo. Voto: 7,5 domenica 28 ottobre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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