Film MachineDomino
di Stefano Montini
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E' la storia vera di Domino Harvey, figlia di un attore famoso, che da modella diventa cacciatrice di taglie. Lei e i suoi compagni si trovano coinvolti in una truffa ad un casinò, in un reality show, in una questione di mafia e di FBI. Tutto in una volta sola. Che non è esattamente una biografia continua a sottolinearlo lo stile visivo; i colori sono sempre esagerati: rosso, verde e giallo soprattutto; luci impossibili ma attraenti. A cui si associa un montaggio imbizzarrito che accelera, poi blocca le immagini, poi le manda indietro e di nuovo accelera. Vengono aggiunte scritte e schemi sullo schermo per aiutare lo spettatore a raccapezzarsi; la storia è molto complessa e ci vuole molta concentrazione per non perdersi niente. Concentrazione che è ben ripagata. Il film è godibile e divertentissimo. Diventa proprio esilarante nelle sequenze in cui i cacciatori di taglie diventano protagonisti di un reality show e li mettono di fianco a due teenager di Beverly Hills 90210 "invecchiati male". Invece è fuori luogo la scena mistica in mezzo al deserto in cui Tom Waits in veste di profeta predice il futuro a Domino. Non c'era religione in questo film. E' vero che la storia parte da una moneta in una chiesa, ma è solo un tassello del puzzle, uno dei tanti. Spesso si usano dissolvenze per ricordare l'idea di consequenzialità: un pesce rosso morto molti anni fa c'entra con una roulotte nel deserto del Nevada. Le somme sono che Tony Scott firma una pellicola migliore di quanto ci si potesse immaginare, snellendo e rinfrescando il suo stile. Voto: 7 giovedì 24 agosto 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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