Film MachineThe Fast and the Furious: Tokyo Drift
del Ladro di Biciclette
stampa l'articolo - invia ad un amico
Avvolgete di senso ogni scelta viziata di trame coerenti e dialoghi coscienti. Il terzo capitolo di Fast and Furious con la sua Tokyo underground, per quanto poco abbia a che fare col mito del cow-boy, non può non far pensare al west urbano, quello dei "poliziotteschi" italiani anni 70 in cui i buoni non sono poi così buoni, in cui ai cavalli si sono sostituite rombanti auto lanciate a tutta birra per le strade di città, come fossero praterie, e in cui ogni sfida è potenzialmente mortale. L'adrenalina pompa, le ruote sgommano lasciando pezzi di pneumatico sull'asfalto rovente e il motore è su di giri: il regista Justin Lin piglia divi emergenti Usa, li schiaffa dentro a continue girandole e pirotecnie accelerate, inseguimenti da sballo e bolidi ipercromati(ci), "senza" una storia, "senza" dialoghi, ma il frullato di western suburbano e drag races è pronto per gli occhi. E qui pare di stare al volante, di sentire il rombo dei motori spaccare i timpani e il tanfo di benzina inondare le narici. Voto: 6,5 venerdì 14 luglio 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|