Film MachineFrost/Nixon - Il duello
di Andrea Sorcinelli
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Nel 1977, il presentatore britannico di talk show David Frost trovò il modo di intervistare Richard Nixon, ex presidente degli Stati Uniti coinvolto nel poco chiaro scandalo Watergate. Durante l'intervista, Frost riuscì ad ottenere da Nixon quelle ammissioni che sarebbero dovute emergere dal processo mai tenutosi nei confronti del presidente uscente. Questa, è la travagliata storia di quella intervista. Tra un blockbuster e l'altro, il regista Ron Howard (che uscirà tra pochi mesi con Angeli e Demoni, sequel di Il Codice Da Vinci) trova il tempo per un film certamente poco commerciale ma dall'immenso valore tanto storico-sociale quanto prettamente cinematografico. Riadattamento dell'omonima pièce teatrale dello sceneggiatore Peter Morgan, Frost/Nixon porta sul grande schermo gli stessi protagonisti originali: Michael Sheen nei panni di David Frost e Frank Langella in quelli di Richard Nixon. Mai scelta fu più azzeccata. Il duetto Sheen-Langella costituisce infatti il primo e più importante pilastro di tutto il film. I due attori, di una bravura inconcepibile, danno vita a quella che si può definire una "coppia che scoppia" e, tanto nelle scene condivise quanto in quelle in cui si trovano soli davanti alla macchina da presa, regalano un'interpretazione di un'intensità unica, tale da entrare di diritto nella storia della recitazione. Ma non sono solo i due protagonisti ad essere in forma; anche il resto del cast, composto da attori del calibro di Kevin Bacon e Sam Rockwell, fa il suo lavoro in maniera impeccabile, gettando le basi di un ottimo film. E su queste basi, comunque indispensabili per una pellicola che vuol essere il riadattamento di un'opera teatrale, il regista Ron Howard sa costruire una vera magia. Grazie al suo talento e al magico tocco che ha dimostrato di avere, Howard dipinge una regia dinamica ma allo stesso tempo irrimediabilmente concentrata sui volti e sui corpi dei protagonisti, così da dar vita e movimento a quello che si rivela uno scontro all'ultimo sangue. E proprio questo è il grande pregio dell'opera: l'intervista a Nixon è affrontata esattamente come fosse un duello. Un duello spietato e senza esclusione di colpi. Howard gioca con questo elemento fino a creare un film che sfiora il thriller e che riesce a generare una tensione ed un coinvolgimento ineguagliabili. Se a tutto questo aggiungiamo una sceneggiatura praticamente perfetta dello stesso Peter Morgan ed una colonna sonora incredibilmente evocativa ad opera del maestro Hans Zimmer, resta davvero poco da dire. Capolavoro. Non ci sono altre parole per definire Frost/Nixon. Ron Howard dimostra, forse con questo film più che con tutti gli altri suoi lavori, di essere uno dei registi più in gamba e capaci di Hollywood, in grado di realizzare opere fresche, vibranti ed in qualche modo sempre innovative. Voto: 9 domenica 8 febbraio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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