Film MachineFunny Games
di Stefano Montini
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Madre, padre e figlio vanno in vacanza nella loro casa sul lago. Appena arrivano, si presentano alla loro porta due gentili ragazzi in guanti bianchi. Ma in pochi minuti tutto precipita e i due giovani danno il via ad un gioco: scommettono che i tre componenti della famiglia saranno morti entro dodici ore. L'austriaco Michael Haneke non si è fatto problemi a portare il rigore europeo in America; anzi, soddisfatto del suo destabilizzante Funny Games (nel '97 aveva shockato la critica internazionale di Cannes), lo ha riprodotto inquadratura per inquadratura. Il film vuole essere un'accusa allo spettacolo della violenza nel cinema rivolta verso il basso, al pubblico che qui viene torturato e deriso dalle parole dei raffinati carnefici, dalla stabilità delle inquadrature che indugiano sui volti, dagli imprevedibili giochetti che il regista propone. In effetti le scommesse a tempo e i "giochi divertenti" dei due assassini traspongono quelli di Haneke sugli spettatori: scommettiamo che tra due ore vi avrò fatto riflettere? Funny Games è un film anomalo, fuori da ogni schema ed attuale quanto la sua versione originale di undici anni fa. Haneke, senza farsi accorgere, accompagna il suo pubblico là dove non vorrebbe andare. Ma lo fa a fin di bene: "Il film è un monito per gli spettatori, per dimostrare loro quanto sia facile essere manipolati, e aprire loro gli occhi sul rapporto quotidiano con i media". Voto: 8 sabato 12 luglio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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