Film MachineGo Go Tales
di Stefano Montini
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Ray Ruby gestisce un night club. Schiavo del gioco, è convinto di poter risolvere i problemi economici del locale con una vincita alla lotteria. Proprio la sera dell'estrazione le spogliarelliste reclamano i loro soldi, la proprietaria vuole l'affitto e il finanziatore del locale è deciso a ritirarsi. Ma Ray, che da quando aveva dieci anni sogna il suo night, non è disposto ad arrendersi. Difficile capire dove si trova il "Ray Ruby's Paradise Lounge", e se il film si svolge in una notte, in più notti o addirittura si ripete tutte le sere. Un'atmosfera buia e calda avvolge le immagini e i corpi di Go Go Tales, rivelandosi più efficace della storia e degli attori. I clienti si susseguono e l'unico filo conduttore della pellicola resta la necessità di soldi che in un modo o nell'altro colpisce tutti, dalla spogliarellista alla proprietaria dello stabile; le varie sottotrame invece restano confuse e ingestibili, quasi che i tanti personaggi vivano di vita propria alla faccia dell'opera totale. Abel Ferrara tira le somme sul suo cinema con un film distante dal suo cinema. Pacato, familiare, come d'altronde è ora la sua vita, momentaneamente libera dagli eccessi che l'hanno segnata. Una carriera passata a dimostrare di essere un'artista e a realizzare sogni a suon di vizi; poi ogni volta si ricomincia, tanto i sogni, i vizi e il "Paradise" del film sono un pozzo senza fondo. Girato a Cinecittà con nomi di richiamo italiani, da Riccardo Scamarcio ad Asia Argento, senza contare gli internazionali Willem Dafoe e Bob Hoskins, Go Go Tales ambisce ad un possibile exploit al box office. Poco importa se Scamarcio resta in scena tre minuti o se la bella Asia mostra più i suoi seni che il suo talento. Voto: 7 lunedì 23 giugno 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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