home  chi siamo  mappa del sito  cerca  link  email  rss  newsletter
NEW
TOP 7
FILM
TV
VIP

Film Machine

Gran Torino

di Andrea Sorcinelli

stampa l'articolo - invia ad un amico

Trama e recensione Gran Torino

Walt Kowalski è un uomo anziano, americano, bianco e conservatore. E' reduce della guerra in Corea degli anni '50, durante la quale ha dovuto commettere atti orribili. E' anche proprietario di una magnifica Gran Torino del '72, che custodisce gelosamente. Sua moglie è appena morta, e Walt si ritrova da solo a fare i conti con una vita di dolori sottaciuti, in un quartiere "invaso" da asiatici, che Walt non riconosce più come suo...

Ne è passato di tempo da quando il "biondo" Clint Eastwood scorrazzava in lungo e in largo per i film di Sergio Leone, cappello in testa e sigaro sempre in bocca. Tempo durante il quale Eastwood è invecchiato e maturato. Dopo aver riposto nel cassetto i panni del cowboy più famoso del cinema, il buon Clint si è sempre più dedicato alla regia di progetti personali, mettendo insieme gli elementi di uno stile tutto suo, che si è affinato film dopo film. Ora, al culmine della sua carriera di cineasta, e dopo successi a tuttotondo come Mystic River e Million Dollar Baby, o anche il meno conosciuto ma splendido Lettere da Iwo Jima, Eastwood se ne esce con questo Gran Torino che, diciamolo subito, è probabilmente tanto il più bel film quanto il maggior punto di sviluppo toccato dallo stile del Biondo. A dire il vero, quest'opera rappresenta un punto di arrivo sotto molti punti di vista, per Clint: in esso si annida, infatti, anche la sua migliore interpretazione di sempre, nei panni del tormentato Walt. Come già detto sopra, Gran Torino è un film in pieno stile Eastwood, quella sorta di mix tra neorealismo, tradizione americana e "sporcature" western più o meno evidenti. E tra tutte le opere del vecchio Clint, questa è quella in cui meglio si realizza l'armonia tra queste diverse istanze del cinema "made in Eastwood". Ottimi quindi l'impianto registico e la sceneggiatura. La magistrale interpretazione del Biondo aggiunge la ciliegina ad una torta di per sé già imperdibile. Ma questo film va oltre e rasenta la perfezione. Riesce a far ridere, piangere, riflettere e divertire; e il bello è che fa tutte queste cose bene. E le fa allo stesso momento. Certo, resta pur sempre un film di Eastwood, che ha uno stile molto particolare, un po' lento e a volte eccessivamente incentrato sul ritratto dei personaggi, cosa questa che può non piacere. Ma tutto ciò fa parte del gioco; è il suo modo di far cinema e di comunicare al pubblico.

Ottimo lavoro, autentico punto di arrivo della carriera di uno degli astri più brillanti del cinema a stelle e strisce. Clint Eastwood regala con questo Gran Torino una pietra miliare della celluloide, consacrandosi coautore della storia della settima arte.
Sebbene il suo stile sia piuttosto particolare e possa non sempre piacere, in questo film tocca i suoi punti di massima e più felice espressione, e noi non possiamo far altro che applaudire commossi e divertiti la fatica del Biondo.

Voto: 8,5

sabato 14 marzo 2009

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

ADV entertainment by multiplayer.it Ufficio Marketing Tel. 0744/2462113
E-mail: marketing@multiplayer.it
SnifFilm ©2009 Tutti i diritti riservati

Valid XHTML 1.0! Valid CSS!