Film MachineGrande grosso e... Verdone
di Stefano Montini
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Leo Nuvolone, scout attempato, sempliciotto e bonaccione, vedrà trasformarsi il triste giorno della morte di sua madre in un'avventura fatta di malintesi, sfighe cimiteriali e disgrazie trasversali. Eccolo! Dopo Lino Banfi e Sylvester Stallone torna alle origini Carlo Verdone, non un attore ma l'inventore di personaggi più fortunato della storia. Lo scout, il pignolo e il burino, lievemente aggiornati, sono la sintesi dei film a episodi di Verdone, una specie di autocelebrazione che puzza un po' troppo di furbata. Le battute più divertenti sono quelle già sentite, le situazioni sono spesso un rimescolamento di quelle già viste e l'inedita scelta di una narrazione lineare, di tre storie montate una dietro l'altra, svela il poco impegno profuso nella realizzazione di Grande grosso e... Verdone. Il microfilm del professor Cagnato, che Verdone confessa essere il suo preferito, è l'unico con un pizzico di originalità che riesce a dare qualcosa in più allo spettatore, un'emozione, che però svanisce alla conclusione dell'episodio. Carlo Verdone sta dietro la macchina da presa da quasi trent'anni, per cui è chiaro che non sbaglia nemmeno un'inquadratura e non si perde in tempi morti. Grande grosso e... Verdone fa ridere, non c'è che dire, ma per vedere il miglior Verdone, quello che fa scompisciare, bisogna affidarsi ai film in dvd. Voto: 6 sabato 8 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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