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Hancock

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Hancock

John Hancock è un uomo dotato di eccezionali poteri e di un carattere eccezionalmente terribile. Divide il suo tempo tra la lotta al crimine e la passione per la bottiglia, e i suoi modi di salvare la gente sono a dir poco... discutibili. Tutto questo finché Hancock non sottrae alla morte Ray, esperto in relazioni pubbliche che si mette in testa di migliorare l'immagine del suo salvatore.

Questo Hancock rappresenta una piacevole ventata di aria fresca nelle sale cinematografiche. L'idea portante del film, pur non essendo certo nuova di zecca (ma d'altra parte c'è chi dice, probabilmente non a torto, che l'originalità vera e propria non esiste), è coraggiosa, geniale e divertente. Il supereroe sbandato e ubriacone, irascibile e depresso che fa più danni di quanti ne risolva, interpretato da un sempre magnifico Will Smith, funziona sia sulla carta che sullo schermo, e assicura già di per sé la godibilità del film. La regia di Peter Berg alterna sapientemente lo stile megalomane che si addice al supereroe a scene girate in maniera più intima, privilegiando primi piani e dettagli; in questo modo, il lavoro di Berg si presenta decisamente appropriato e funzionale al tipo di storia.
Ma purtroppo, Hancock, che promette tantissimo e molto mantiene, ha dei grossi problemi. Problemi relativi soprattutto alla sceneggiatura. Quest'ultima, a ben vedere, può essere considerata punta di diamante e allo stesso tempo peggior difetto del film. Sì perché, a dispetto dell'ottima idea di partenza e di un'impostazione narrativa tutto sommato riuscita, capace di alternare la comicità al dramma, lo script di quest'opera risulta irrimediabilmente incompleto. L'impressione che si ha è che il film duri la metà di quanto sarebbe dovuto durare. Troppo arrosto per le dimensioni del forno. Le rivelazioni e gli sviluppi che si susseguono durante la proiezione sono di per sé ottime idee, ma sono condensati e brutalmente ammassati in 90 minuti abbondanti di pellicola e, così facendo, risultano spesso poco coinvolgenti, poco credibili, appena accennati e, in definitiva, poco efficaci. Un problema non da poco, che porta lo spettatore a tornare a casa con l'inequivocabile sensazione di "non aver visto tutto", di aver assistito più ad uno splendido trailer che ad un film completo.

Hancock è un progetto che avrebbe meritato molto più tempo e attenzione, perché le carte in regola per essere un capolavoro le aveva tutte. Invece si è preferito giocare a "chi taglia più spietatamente", e il risultato è un mega-trailer. Stando così le cose, non ci resta che attendere con ansia il seguito di questo film, o per meglio dire il film vero e proprio.

Voto: 7

sabato 13 settembre 2008

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