Film MachineI segni del male
di Stefano Montini
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Una professoressa universitaria esperta nello spiegare scientificamente i miracoli viene chiamata in una piccola cittadina di provincia. Il fiume nei pressi del paese è diventato rosso-sangue e i devoti abitanti accusano una bambina di esserne la diabolica causa. Il film comincia elegantemente con un incipit che non spaventa ma inquieta, senza bisogno di esagerare. Però con il passare dei minuti si intuisce la verità, cioè che non si tratta di eleganza, ma di semplice piattume. La storia scorre via totalmente liscia. Paura e tensione vengono create dai soliti trucchi: rumori incomprensibili, mani che ti assalgono alle spalle, lampadine che si spengono da sole. Il finale lascia sicuramente di stucco, ma solamente perché il film non offre indizi sufficienti per capirlo da soli. I temi sacri, i personaggi improbabili (la Swank è un'ex missionaria, ora atea e smascheratrice di finti miracoli), l'impianto narrativo stile giallo inglese (troppi misteri prima, troppi flashback esplicativi poi) rendono I segni del male un film decisamente antiquato e pretenzioso, al quale solo pochi coraggiosi concederebbero una seconda visione. Voto: 6 sabato 7 aprile 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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