Film MachineI Vicerè
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Quella degli Uzeda è una nobile famiglia di Catania. Figli, nipoti, cugini, sono tutti mossi da odio e avidità. Ma in Italia qualcosa sta cambiando, l'unificazione è vicina, e gli Uzeda temono per la loro posizione. Va detto che è molto difficile trarre un film da un romanzo scritto quando il Cinema non esisteva. Ci sono una quantità di personaggi complessi e una storia lunga vent'anni. Per cui si può glissare sugli errori da eccesso di materia prima, vale a dire la linearità di tanti comprimari e un inizio che somiglia al riassunto che precede le fiction. Ma in più il finale è esageratamente chiaro, e Alessandro Preziosi non riesce proprio a reggere sulle spalle I Vicerè, asettico per quasi tutta la sua durata. Ma a parte Preziosi (l'attira-donne) e la brava Cristiana Capotondi (l'attira-giovani), è molto apprezzabile la scelta degli altri attori, tutti con lineamenti singolari capaci di evidenziare le caratteristiche dei loro personaggi. La narrazione è in mano ai bambini, che spiano gli eventi di nascosto. Ma stavolta i giovani non rappresentano la speranza. Il potere passa di mano in mano, da padre a figlio e poi a nipote. I Vicerè dimostra che i vizi degli italiani ci sono da prima che ci fosse l'Italia. Non è ora di cambiare? Voto: 6 mercoledì 21 novembre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|