Film MachineIl buio nell'anima
di Stefano Montini
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Erica, conduttrice di un programma radiofonico di successo, sta per sposarsi con l'uomo che ama. Ma una sera viene aggredita assieme al suo fidanzato, che perde la vita. Erica, dopo una lunga convalescenza, scopre dentro di sé un'ombra, un qualcosa di inspiegabile che la spingerà a farsi giustizia da sola. Jodie Foster, brava come sempre, si carica sulle spalle muscolose l'intero film e soprattutto un ruolo decisamente scomodo. La sua "giustiziera della notte", lucida e letale, ha fatto storcere il naso a parecchia gente e l'impunità finale non fa che aumentare lo sdegno del pubblico. Evidentemente è questo l'intento del film. Lo si capisce dalla trama, sbrigativa all'inizio e un po' sempliciotta alla fine, che si concentra totalmente su Erica e la sua evoluzione. La Foster catalizza l'attenzione, ma di sicuro non ci si impersona nel suo personaggio; lo spettatore non è di parte, ma nelle immagini non riesce a trovare niente di scandaloso. La bravura del regista Neil Jordan sta proprio qui; sta col fiato sul collo di Erica, ma senza trasmettere alcun tipo di emozione. Le ottime inquadrature sposano la suggestiva notte di New York, e il sangue sporca sottovoce "la città più sicura del mondo". Le grida sono lasciate ai giornali e all'opinione pubblica. Il titolo italiano cozza con l'originale The brave one, ma per una volta il nostrano Il buio nell'anima è più azzeccato. Questa pellicola è un thriller che tocca temi profondi, sia umani che sociali. Eppure, a Jodie Foster piace riassumere il film con una frase molto semplice: "Non si sa mai cosa una donna può nascondere nella borsetta". Voto: 7 giovedì 11 ottobre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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