Film MachineIl cacciatore di aquiloni
di Andrea Sorcinelli
stampa l'articolo - invia ad un amico
Amir, giovane scrittore afghano che vive negli Stati Uniti, è costretto a fare ritorno ad un Paese dal quale era fuggito. Fuggito dai sovietici. Fuggito da se stesso. Giunto in Afghanistan, dovrà confrontarsi con una tormentata amicizia d'infanzia che tornerà a chiamarlo. Dietro questo film dal look particolare ed "impegnato" si nascondono Marc Forster alla regia, autore di Neverland e del prossimo 007 - Quantum of Solace, e David Benioff, sceneggiatore con all'attivo script quali La 25ª ora e Troy. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Khaled Hosseini, si presenta come un intelligentissimo melodramma. Il cacciatore di aquiloni è realizzato con estrema cura, caratterizzato da una regia sobria ma precisa ed eloquente e da una scrittura coinvolgente e ben ritmata. Bisogna ammettere però che l'impianto che qui si è scelto è quello della "emozione facile", da qui la definizione precedente di "melodramma". Molte sequenze e soluzioni narrative si dimostrano prevedibilissime, obbedienti come sono alle più banali regole dell'evocazione di emozioni al cinema. Se questo può essere un difetto abbastanza consistente, non si può negare l'ottima fattura di questa pellicola, sicuramente in grado di catturare l'immaginazione, l'emotività e in ultima analisi l'attenzione dello spettatore e di non tradirle mai fino alla fine, nonostante le numerose ingenuità sparse qua e là. Da non sottovalutare, per il raggiungimento di questo risultato, l'eccellente performance del semi-sconosciuto cast. Da non sottovalutare, anche, l'aspetto educativo di opere come queste, che tramite una storia e una realizzazione intelligente dalle quali è difficile non lasciarsi catturare, ci presentano e ci fanno conoscere, in qualche modo da vicino, realtà così diverse dalla nostra e che così spesso si è pronti a giudicare su semplicistiche nozioni malamente filtrate dai mass media. Un bellissimo film, questo Il cacciatore di aquiloni. Un po' fastidioso nella prevedibilità di molte scelte artistiche, ma comunque molto intelligente, in ogni suo aspetto. Un'occasione, di quelle che di tanto in tanto il cinema offre e che solo per questo merita di essere amato, per approcciarsi ad una realtà tanto discussa, quella afghana, con il cuore aperto. Voto: 8 domenica 30 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|