Film MachineIl collezionista di occhi
di Luca Alessandroni
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Le colpe dei genitori ricadono sui figli; questo è il concept dell'horror che mescola religione e fanatismo, splatter e chiaro/scuro, peccato ed espiazione. Un serial killer, tanto efferato quanto freak, strappa gli occhi alle sue vittime per collezionarli in barattoli di vetro. La location delle efferatezze è un fatiscente albergo in ristrutturazione; gli eroi sono galeotti di un programma riabilitativo. E il finale lascia presupporre a un sequel. Se il ritmo non è un optional, il film "parte" con un incipit adrenalinico che presenta il mostro e il suo modo d'operare. Lodevole la fotografia giallognola e l'arredamento dell'albergo con particolari che richiamano alla vista. Quello che manca è il marchio di un regista col suo stile visivo, tanto che il film ricalca bene solo il "già visto". Il finale è quasi anatomico e lascia troppo poco spazio all'immaginazione. Il sonno della ragione genera sempre e comunque mostri che si illudono di agire "in nome di Dio". L'orrore derivato da una ferita dell'infanzia intriga; perciò un lavoro più introspettivo sui personaggi non avrebbe guastato. Voto: 6,5 domenica 30 luglio 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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