Film MachineIl dubbio
di Stefano Montini
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New York, 1964. Al St. Nicholas, una scuola cattolica del Bronx, una severa suora si convince che il parroco abbia un malsano interesse per uno degli alunni, e decide di andare in fondo alla storia con ogni mezzo. Spesso un'opera teatrale portata sul grande schermo ha dei difetti strettamente legati alla sua natura. Anche Il dubbio ne ha qualcuno, non si può negare, ma viene spazzato via, come le foglie nel cortile del St. Nicholas, dagli scontri verbali tra i perfetti Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman. Poco importa se la macchina da presa si limita a saltare di volto in volto, come gli occhi di uno spettatore in teatro; la tensione cresce sempre più fino all'ultimo "duello", un conflitto tra due realtà che invisibilmente si trasforma in una sfida tra due persone. Senza contare che intanto, ad un anno dalla morte di JFK, il mondo sta cambiando radicalmente; anche questo si percepisce sulle labbra e negli occhi di una suora spaventata e di un prete minacciato. Il regista John Patrick Shanley, autore dell'opera teatrale da cui il film è tratto, non brilla per virtuosismi ma per gusto: nella scelta del cast, nello stile retrò e soprattutto nella decisione di non risolvere la storia. Ad ogni spettatore il compito di scegliere un colpevole e dubitare di lui. Possiamo definire Il dubbio un film utile, come fotografia di un periodo storico e come esempio di grande recitazione, capace di non cadere in un troppo facile attacco a Chiesa e pedofilia. Pochi mesi fa abbiamo visto Meryl Streep cantare nel leggerissimo Mamma Mia!, ed ora la ritroviamo negli ingombranti panni di una suora intollerante. In entrambi i casi è palese quanto il suo valore incida su quello generale del film; e anche se l'Academy non la premia dal 1983, l'Oscar come miglior attrice protagonista per Il dubbio sarebbe più che meritato. Voto: 7,5 sabato 31 gennaio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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