Film MachineIl mercante di pietre
del Ladro di Biciclette
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Mettendo le mani avanti, Martinelli fa dire alla moglie adultera del prof. di terrorismo islamico, che vuole vedere un film distrutto perché fatto a pezzi dai critici, che, secondo lui sono tutti frustrati. E' poco: frustratissimi. Perché il film svende e fa rimbalzare in triangolo amoroso un tema attuale, con un'inaccettabile dose di allarmismo anti-arabo da festa padana. Fa sorridere (o riflettere?) vedere che il film con Harvey Keitel approdi in sala in un momento tumultuoso come questo, tra vignette islamiche che ritraggono papa Ratzinger come Dracula o con la svastica nazista disegnata sulla tiara e una Fallaci mangiata dal suo Alieno che giusto un anno fa titolava "Il nemico che trattiamo da amico". Per arrivare poi al classico: "Amore, qualunque cosa succeda, sappi che ti amo". Lo esclama il povero Keitel, terrorista islamico nascosto e troppo tardi pentito. Il tutto scritto e detto con banalità e con sviluppo narrativo romanzato da fiction tv. Il film è proprio come il mezz'uomo costretto sulla carrozzina, lamentoso, allucinato e con l'anima unidirezionale. Non è un caso che la scena finale dell'inseguimento sul soffitto risulti la più emozionante e ci riscatti dalla noia. Déjà, déjà, déjà vu. VOTO: 5 giovedì 21 settembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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