Film MachineIl mistero delle pagine perdute
di Andrea Sorcinelli
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Certa gente non si accontenta mai. E così Benjamin Gates, dopo aver ritrovato qualche anno fa il leggendario tesoro dei templari, decide questa volta di buttarsi a capofitto in una patriottica vicenda che ha qualcosa a che fare con l'assassinio del presidente Lincoln e, ovviamente, con un tesoro nascosto. Se poi consideriamo che ci va di mezzo pure l'onore della famiglia Gates, allora il quadro è proprio completo. Corri Benjamin!! Quante volte l'avremo sentito dire: "Squadra che vince non si cambia". Jerry Bruckheimer, da buon industriale, ha sempre sposato questa scuola di pensiero, e così eccoci qua di fronte a Il mistero delle pagine perdute, sequel di quel Il mistero dei templari che aveva imperversato nei cinema tre anni or sono. Non c'è tanto da dire, la ricetta è sempre la stessa: quello che ci viene servito è il solito piatto a base di un Indiana Jones contemporaneo, più spaccone, ambizioso ma anche molto meno attraente e coinvolgente. E' chiara, fin dal primo episodio, la volontà da parte dei realizzatori di replicare "l'evento Indy", ma non si può certo dire che il risultato sia soddisfacente. In effetti, la sceneggiatura riesce a stento a mantenere un equilibrio tra la sua parte di ricerca, mistero e "cultura" e quella spaccona, ironica e tutta sparatorie, inseguimenti e città antiche che crollano. Certo, si è messo in piedi un cast di tutto rispetto, che oltre ai soliti Nicolas Cage e Harvey Keitel ha l'onore di annoverare anche personaggi del calibro di Jon Voight, Ed Harris ed Helen Mirren. Ma nonostante l'impegno profuso per dare una veste seriosa e credibile alla storia, il film resta quello che è: una gigantesca impresa di botteghino, un kolossal risucchia-dollari, un giocatollone per bambini troppo cresciuti. E la realizzazione tecnico-artistica non può che andare in questa direzione, ovvero verso soluzioni visivamente appaganti e che sottolineino le follie compiute dai protagonisti. Perciò, se amate questo tipo di film, che si veste di Storia solo come pretesto per raccontare una fresca e frivola vicenda di avventura e azione, è probabile che troviate gradevole lo spettacolo. Ma ricordate che è puro intrattenimento, nulla di più. E ricordate anche che di Indiana Jones ne esiste uno solo; e se porta le firme congiunte di Steven Spielberg e George Lucas, un motivo ci sarà pure. Voto: 6 sabato 22 dicembre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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