Film MachineIl passato è una terra straniera
di Stefano Montini
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Giorgio è uno studente in legge, diligente quanto annoiato. Francesco è un modesto baro che vive col poker. L'incontro tra i due farà nascere un'amicizia vera, ma che condurrà entrambi verso il baratro. In una Bari fatta di buio e stradine si snoda la favola morale di Giorgio, figlio della ricca noia e di un ambiente di benpensanti, e di Francesco, moderno Lucignolo in cerca di una via di fuga. Daniele Vicari imbastisce una storia solida, ruvida e soprattutto credibile, muovendosi con mano esperta sia dentro le bische che dentro le psicologie. La narrazione è lenta ma comunque efficace, così Il passato è una terra straniera non cade mai in tempi morti o in scene di scarsa utilità; infatti Vicari riesce a spiegare i personaggi senza usare parole di troppo, e con abbastanza precisione da non rischiare di rimanere incompreso. La strana parte conclusiva, che fino alla fine nasconde la verità dietro ad un diversivo, rivela una bella nota di originalità, cosa sempre più rara in Italia. E per quanto riguarda i temi de Il passato è una terra straniera, bisogna ammettere che al pubblico si richiede un buono stomaco e il coraggio di accettare il grado di corruzione che l'animo umano può raggiungere. Buona prova per Vicari, ma il merito va spartito col romanzo da cui il film è tratto, di Gianrico Carofiglio, che ha anche collaborato alla sceneggiatura. Indiscutibile il talento dei due magnetici protagonisti: Elio Germano, ormai una garanzia, e l'ancora sconosciuto Michele Riondino, perfetto ed inquietante ragazzo perso. Voto: 7 venerdì 7 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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