Film MachineIl sangue dei vinti
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Una prostituta viene assassinata poco prima dei bombardamenti su Roma del 1943. Il poliziotto Francesco Dogliani vuole risolvere il caso anche se l'Italia è spaccata dalla guerra, suo fratello combatte coi partigiani e sua sorella ha aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Tratto dal controverso romanzo di Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti porta in scena una guerra fatta da tanti piccoli uomini, ognuno con i suoi principi e le sue motivazioni. Il regista Michele Soavi si sforza a non schierarsi, mostrando il bello e soprattutto il brutto delle forze in campo, rappresentate dai tre fratelli Dogliani: i partigiani, i repubblichini e chi ha cercato di starsene in disparte. Anche se già sappiamo che diventerà una miniserie tv, il film comunque risulta faticoso da seguire, in primis per colpa delle sue due anime; la guerra e il giallo sembrano sgambettarsi tra loro, non trovare mai equilibrio né motivi di convivenza. Non aiuta nemmeno una certa scontatezza di fondo, incancellabile perfino dalle scene di combattimento. Il sangue dei vinti paga anche un protagonista e narratore poco incisivo, un Michele Placido troppo annebbiato per accompagnarci dentro un racconto così delicato. Michele Soavi, da cui sicuramente ci si aspettava di più, è travolto dal peso della Storia e non sarà qualche buon piano sequenza a cancellare troppi pessimi ralenti. Voto: 5,5 giovedì 21 maggio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|