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Inkheart

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Inkheart

Mortimer "Mo" e sua figlia Meggie girano per il mondo alla ricerca di un misterioso e a quanto pare introvabile libro. Resa, moglie di Mo e madre di Meggie, è scomparsa più di dieci anni prima e la sua sparizione sembra in qualche modo collegata alla disperata ricerca che Mo sta compiendo. Ma la vicenda prenderà una piega completamente diversa quando Mo, trovato il libro, attirerà l'attenzione di tizi poco raccomandabili e mostrerà di possedere strani, incredibili poteri...

Hollywood, si sa, funziona un po' a mode e trend. Trend a volte piacevoli, altre volte meno. Inkheart si inserisce a pieno diritto in uno di questi filoni modaioli che negli ultimi anni sta riscuotendo un buon consenso di pubblico e, a volte, anche di critica: quello dei film fantasy tratti da libri più o meno conosciuti. Iniziato con Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, il trend ha poi visto una spropositata quantità di romanzi fantastici finire tradotti in cinema, e questa volta tocca appunto ad Inkheart, di Cornelia Funke. Sulla sedia del regista si è seduta una delle "leve" più promettenti della scena americana, quello Iain Softley già autore di film tanto belli quanto diversi tra loro come K-PAX e The Skeleton Key. Tra il cast, l'opera può vantare nomi quali Paul Bettany - uno dei più bravi giovani attori sulla piazza - e Andy Serkis, interprete di Gollum ne Il Signore degli Anelli.
Ottime premesse e promesse per questo lavoro, quindi. Ma le premesse non sono sviluppate e le promesse non vengono mantenute, e il film non riesce proprio a spiccare il volo per elevarsi ad una qualità soddisfacente. A tarpare le ali all'ottimo lavoro svolto da Softley e cast, capaci di donare ad Inkheart una struttura visiva davvero solida ed efficace, ci pensa la sceneggiatura. Quest'ultima risulta caotica e approssimativa, un mezzo pastrocchio incapace di sviluppare un "filo del discorso" unitario, coerente e piacevole. Frutto di un riadattamento malriuscito del romanzo, lo script non riesce in alcun modo a tradurre in struttura filmica le dinamiche cartacee, creando un collage di riassunti, salti e semplificazioni che uccide tutto ciò che di buono e dotato di spessore poteva permeare questo film. Peccato.

Inkheart poteva essere un degno esemplare del filone fantasy contemporaneo, complici un ottimo materiale di partenza ed il coinvolgimento di talentuosi professionisti nella sua realizzazione. Purtroppo, numerosi problemi strutturali, primo fra tutti la stucchevolezza della sceneggiatura, affossano considerevolmente la pellicola rendendola appena godibile.

Voto: 6

sabato 21 febbraio 2009

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