Film MachineINLAND EMPIRE - L'impero della mente
di Luca Alessandroni
stampa l'articolo - invia ad un amico
Hollywood e dintorni; un po' ieri, un po' oggi e un po' domani. Un'attrice accetta di interpretare un film maledetto, remake di uno incompiuto per circostanze tragiche. Con lei il suo alter ego (in Polonia?), il rubacuori di turno e un regista gigione. Poi ci sono le puttane che ballano e fanno schioccare le dita, i senzatetto, gli zingari e dei conigli giganti che vivono in una sitcom. Questa volta i motivi per criticare Lynch ci sono tutti: scarso rispetto per lo spettatore catapultato in un universo illogico e fine a se stesso; immagini digitali slavate e scure che innervosiscono chi, nonostante tutto, cerca di dare un senso a ciò che vede; la lunghezza proibitiva e deconcentrante di un noir che bombarda di input visivi e rombi sonori dialoghi intensi ma senza senso con la presunzione di legittimare condividendolo un percorso intimo del regista. Ma, anche se manca un rinnovamento nel suo immaginario e l'irriverenza della gioventù, il cinema di Lynch resta l'unico anarchico e sperimentale, che può piacere o disgustare ma non lascia indifferenti. "Se ne puoi parlare, non stai facendo del cinema". Così si è espresso David Lynch e allo stesso modo si può sintetizzare un film che indaga sul mistero delle cose senza dare risposte. Voto: 8 venerdì 16 febbraio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|