Film MachineIo non sono qui
di Stefano Montini
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Biografia, autorizzata in extremis, del menestrello Bob Dylan, scissa in sei storie per raccontare al meglio e più liberamente le molte vite del cantante più controverso del ventesimo secolo. Bambino, attore, fuorilegge, poeta, cantante folk e rock. L'errore più grande sarebbe stato quello di raccontare la vita di un uomo: Io non sono qui non è un biopic, ma un tributo al mito di Bob Dylan. C'era miticità in The Doors di Oliver Stone? No, e infatti deluse tutti. Il regista Todd Haynes inietta caos nel genio, eliminando la cronaca per dare spazio alle sfaccettature, alle idee, alle contraddizioni e alle canzoni. Nata dal cervello ma soprattutto dal cuore, la pellicola è un intreccio non destinato a sciogliersi; tenta di spiegare, ma non può che celebrare. Haynes si lascia pervadere e prendere la mano da Dylan. Filosofia e onirismo lo avvicinano alla sua musa spettinata ma lo allontanano dagli spettatori. Io non sono qui è un film di Haynes per Bob Dylan, e non un prodotto per il grande pubblico. Seguire la narrazione è faticoso per i fan e impossibile per tutti gli altri. Per un po' è divertente immergersi in un fiume di immagini e parole, ma alla lunga crea disagio o noia. Voto: 7,5 venerdì 14 settembre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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