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L'amore non basta

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione L'amore non basta

Angelo e Martina condividono un rapporto di profondo amore macchiato da altrettanto profonde differenze caratteriali. La loro relazione è sempre più in crisi nonostante il forte sentimento che li lega.

Nuovo "made in Italy", questo L'amore non basta, girato a L'Aquila grazie al sostegno dell'Abruzzo Film Commission, raro esempio di produzione italiana che, almeno nella scelta delle location, esula dal contesto limitatamente romano. Il giovane regista-sceneggiatore emergente Stefano Chiantini si getta in quest'avventura sentimentale dai toni amarognoli e sceglie come compagni di viaggio gli attori Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Tiberi. Il film si presenta subito leggero e godibile sebbene condito dall'amarezza che, nel profondo, caratterizza entrambi i protagonisti. Il cast si comporta bene di fronte alla macchina da presa, in particolare la splendida e sempre brava Giovanna Mezzogiorno e Rocco Papaleo, divertente e riuscita spalla di Angelo. In generale questa pellicola trasuda sentimento e devozione, e non è difficile sentirsi coinvolti date la buona prova del cast e le numerose scelte azzeccate a livello di regia e sceneggiatura. Il problema è che in più di un passaggio, L'amore non basta si dimostra un'opera immatura e frammentata, poco strutturata e a volte persino difficile da seguire. Il continuo alternarsi tra situazioni diverse, alcune oniriche altre reali, è volutamente non sottolineato con alcun trucco visivo o sonoro; scelta, questa, sicuramente apprezzabile e che va in direzione opposta al dilagante didascalismo del cinema italiano, ma che a conti fatti risulta male implementata poiché non è raro, alla visione del film, trovarsi disorientati dal susseguirsi delle scene pur avendo perfettamente chiaro lo svolgersi della vicenda. Non si può passare oltre, poi, a imprecisioni tecniche difficilmente perdonabili al giorno d'oggi, soprattutto per quanto riguarda il suono che spesso risulta pastoso e fastidiosissimo, con numerose inquadrature in cui la voce dei protagonisti si fonde con un marasma di rumori e suoni di sfondo. Segno, questo, di una globale disattenzione alla post-produzione e di una cura non maniacale dei dettagli. Ma se c'è una cosa che rende il cinema la splendida finestra sul mondo che è, questa è proprio l'estrema cura che viene dedicata a tutti quei dettagli che, nel complesso, caratterizzano lo spessore dell'opera: in poche parole, la "scienza" cinematografica.

Tanto sentimento e tanta passione in questo film, che innegabilmente ha delle buone capacità di coinvolgere e divertire il pubblico. Ma resta il fatto che L'amore non basta, oltre ad una sua debolezza strutturale intrinseca, cade in quel tipico e francamente desolante atteggiamento tutto italiano che vede l'arte e la "cultura umanistica" scavalcare saccentemente la scienza e la tecnica, salvo poi non essere in grado di sfornare opere complete e ben realizzate come invece accade in molte altre parti del mondo.
Parafrasando il titolo del film: le idee e i sentimenti non bastano (per fare un buon film).

Voto: 6,5

lunedì 28 aprile 2008

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