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La Banda

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione La Banda

La Banda Musicale della Polizia di Alessandria si reca dall'Egitto al territorio d'Israele per tenere un concerto in occasione dell'inaugurazione di un centro di cultura araba. Sfortunatamente, l'improbabile gruppo sbaglia destinazione e si perde; inizierà così la sua piccola, intensa avventura che lo porterà a trascorrere una notte in una piccola cittadina.

Questo La Banda - produzione divisa tra Israele, Francia e USA - è un film particolare. Un'opera di una semplicità insuperabile: breve, scarno, con pochi dialoghi e ancor meno musica. Niente temi importanti, niente epopee, niente eroi, niente avvenimenti fuori dal comune: semplicemente un gruppo di egiziani, ognuno con le proprie storie che per la maggior parte restano taciute, che volente o nolente è costretto a scambiare una notte di vita con un gruppo di israeliani, anch'essi con le loro storie. E la realizzazione dell'opera non può che assecondare i presupposti sopraccitati: niente movimenti di macchina, molti campi e piani immobili, statici fino a sfiorare (ed è importante sottolineare il termine "sfiorare") la noia. Ma fa tutto parte del gioco; Eran Kolirin, regista e sceneggiatore, gioca con la semplicità e la banalità e li rende i suoi strumenti privilegiati per indagare l'animo dei suoi personaggi. L'impressione che si ha guardando La Banda è quello di essere degli spioni, dei guardoni che assistono alle relazioni tra i protagonisti del film. Non si riesce a non sentirsi in imbarazzo per loro, segno questo di un'indubbia capacità empatica dell'opera. Un film a suo modo geniale, che riesce a comunicare tantissimo con niente, che riesce a farci affezionare ai suoi personaggi senza farceli conoscere.
Ma se quanto detto finora rende onore al lavoro di Kolirin, è difficile non imputare a questo film una certa macchinosità. In più di un'occasione il "gioco statico" costruito dall'opera cede ed incespica sui suoi passi, e troppo spesso capita che l'immobilità visiva si trasformi in immobilità emotiva. La totale mancanza di una "vicenda importante", sebbene interessantissimo esperimento sceneggiativo e punto di forza di questo film, non può che accrescere il rischio di "disaffezione" da parte dello spettatore.

Un film piccolo piccolo, questo La Banda, a suo modo dolce e delizioso. Sicuramente non passa senza lasciar segno come tanti suoi cugini più colorati e caciaroni. In ogni caso, resta l'estrema staticità diffusa a 360 gradi di un'opera che, forse, si sarebbe trovata più a suo agio in un teatro che in un cinema.

Voto: 7,5

mercoledì 9 aprile 2008

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