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La volpe e la bambina

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione La volpe e la bambina

Una bambina di 10 anni incontra una volpe mentre attraversa la foresta che separa casa sua dalla scuola che frequenta. Dopo aver deciso che quella volpe sarebbe diventata sua amica, la bambina attende pazientemente per mesi, cercando un contatto sempre maggiore con il piccolo animale. E' l'inizio di una particolarissima amicizia.

Dopo La marcia dei pinguini, Luc Jacquet ripropone un film sullo stesso genere. Con grande abilità ed originalità, sia negli intenti che nei risultati, Jacquet delinea un'opera che si pone a metà tra la favola ed il documentario e che, si stenta a crederci, riesce ad essere un po' tutti e due. Infatti, se la bambina vive il suo incontro con la volpe come una fantastica amicizia piena di "magici" risvolti, il comportamento della volpe non ha nulla di innaturale, e lo spettatore è messo di fronte ad una natura selvatica e feroce, ed è solo l'ingenuità della bambina a percepirla diversamente e a permettere il lento superamento della naturale diffidenza iniziale. Ne risulta un ottimo film, che sebbene presenti qua e là qualche cedimento strutturale che rallenta il ritmo della narrazione, riesce a coinvolgere lo spettatore in questa avventura dentro una meravigliosa foresta. L'alchimia è riuscita quasi alla perfezione. La scelta di utilizzare un solo essere umano durante tutto il procedere della vicenda, la bambina appunto, si dimostra vincente e permette a Jacquet di concentrarsi su semi-documentaristiche riprese dei ritmi vitali della foresta. E lungi dal sembrare posticce o inverosimili, le azioni della bambina si inseriscono senza difficoltà all'interno di quei ritmi. Il difficile approccio iniziale con la volpe, le lunghe attese della bimba e quello strano e complicato legame che nasce tra di loro nella seconda parte del film ci raccontano di un verosimile e proprio per questo ancor più coinvolgente rapporto tra uomo e natura, basato sul reciproco rispetto (sebbene possa sembrare strano parlare di "rispetto dell'uomo da parte della natura").
La scelta, poi, di sottolineare ed accompagnare il procedere narrativo con una voce fuori campo (quella della bambina che, adulta, ripercorre la sua vicenda) si dimostra azzeccata e perfettamente connaturata a quella che potremmo definire una "scientifica favola naturalistica".

Insomma, questo La volpe e la bambina è un'opera d'arte nel senso letterale del termine. Soprattutto, è un film coraggioso che osa esplorare un campo non ancora percorso; proprio per questa sua voglia di addentrarsi in territori inesplorati della produzione cinematografica mostra il fianco a diversi punti deboli legati perlopiù all'organizzazione del materiale sceneggiativo, specialmente nella prima parte del film. Ma sarebbe disonesto e scorretto puntare il dito contro i pionieri, accusandoli di pressoché inevitabili imperfezioni.

Voto: 8

giovedì 27 marzo 2008

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