Film MachineLe colline hanno gli occhi
di Luca Alessandroni
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I "figli" del nucleare vivono tra le colline desertiche. A farne le spese una famiglia di ignari viaggiatori. Truculento remake di un "classico minore" diretto, nell'originale, da un Craven pre-Nightmare. Al regista Alexandre Aja interessa il corpo umano. Un groviglio di viscere che pulsa di vita anche oltre la vita stessa. I cannibali del New Mexico lo sono per virtù, per riappropriarsi di ciò di cui sono stati privati. C'è così tanta voglia di umanità da mangiarla, per assaporare quel sangue che non scorre nei manichini, simulacri di una società bombardata. La malvagità non sta nel deforme (il finale lo dimostra) ma nell'arma che condiziona il braccio di chi l'impugna. La gioia del sangue che schizza è quella del bambino che ruba il barattolo di marmellata: istintiva e perciò proibita. Basta una parvenza di giustificazione per appagare la sete di violenza che si accanisce anche su un corpo già straziato. Le colline hanno gli occhi è la macelleria dei nostri sensi, un luna park splatter con freak "da baraccone". La sabbia del deserto e il gesso dei manichini si accendono nel falò umano di un ex poliziotto, si anneriscono col fumo di un copertone, si spengono nella rabbia di un neo papà e di un teenager coi jeans a vita bassa. Voto: 7 sabato 26 agosto 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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