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Le morti di Ian Stone

di Stefano Montini

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Trama e recensione Le morti di Ian Stone

Ian Stone, dopo la sua ultima partita di hockey, sente che qualcosa non va. Ma tutto diventerà presto chiaro: dei demoni continuano ad ucciderlo ogni giorno, scaraventandolo di vita in vita.

Man mano che Ian Stone muore, si delineano i difetti di una storia che quando non è copiata risulta insignificante; palesi sono i riferimenti a Matrix e Dark City dei Fratelli Wachowski, a Saw nelle torture, a Moebius per quanto riguarda le scene in metropolitana e naturalmente all'immortalità di Highlander. Un'ottima fotografia cupa e in generale una certa correttezza formale aiutano lo spettatore ad immergersi nell'incubo del povero Ian, ma certi dialoghi sono un risveglio davvero troppo brusco anche per i fan degli horror soprannaturali.
Amore e dipendenza dalle droghe sono i temi di Le morti di Ian Stone, ma la superficialità con cui vengono trattati marchia il film come B-Movie estivo.

Il regista italiano Dario Piana, pubblicitario affermato a livello internazionale, è riuscito a sbarcare ad Hollywood vent'anni dopo il suo unico lungometraggio, Sotto il vestito niente 2. Questo suo secondo esordio non è stato dei più brillanti, ma Piana l'ha presa con filosofia: "Tutti vorrebbero esordire con un capolavoro come quello di Orson Welles (Quarto potere), ma potresti anche morire in attesa che ti si presenti la migliore sceneggiatura del mondo".

Voto: 5,5

lunedì 21 luglio 2008

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