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Louise Michel

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Louise Michel

Una fabbrica francese viene chiusa e smantellata dalla sera alla mattina, lasciando sul lastrico tutte le operaie che vi lavoravano. Tra queste, c'è Louise, una donnona dall'aspetto mascolino. Con poco sforzo, Louise convincerà le sue ex colleghe ad impiegare in modo singolare la loro liquidazione: pagare un sicario per uccidere il proprietario dell'azienda. Entra qui in gioco Michel, improvvisato killer professionista. Ha inizio così una grottesca ed inquietantemente ridicola caccia all'uomo.

Dalla Francia con amore, i registi-sceneggiatori Gustave de Kervern e Benoît Delépine ci propongono una commedia nera e allucinata, questo Louise Michel da poco sbarcato nelle sale. Il film si presenta fin dalle prime battute con le sue carte in piena mostra: umorismo cinico e spietato, decisamente orientato verso il macabro e l'argomento morte. Una marcata dose di voluta staticità domina la scena. A cominciare dalla regia, geometrica e con inquadrature precise, studiate ed immobili, mentre l'azione degli attori catalizza l'attenzione dello spettatore; cara vecchia scuola del genere comico. Per continuare poi con i personaggi, volutamente piatti, appena accennati, osservati più che descritti. E con questa impostazione marcatamente old style, Louise Michel ci racconta una vicenda ai limiti del credibile, farcita di un umorismo, a volte nero altre volte meno, che cerca di essere omnipervasivo. Umorismo che, però, non funziona più di tanto. In più di un'occasione, i siparietti dal sapore retrò creati ad arte dal connubio cast-regia risultano poco efficaci, a tratti persino difficilmente comprensibili. Ma non è solo questo; indeciso tra una struttura a sketch successivi ed una più basata sulla narrazione che cerca di mescolare lo humour nero a istanze più drammatiche e riflessive, il film finisce per ereditare i punti deboli di entrambe le forme: la frammentarietà della prima e la frequente indecifrabilità della seconda. Ma questi cospicui e pesanti difetti non minano completamente la godibilità di un'opera che, malgrado tutto, trasuda stile da ogni poro. La realizzazione della baracca, per quanto discutibile su molte scelte e sui risultati, è stata seguita con grande cura e cognizione di causa, e non sono rare le occasioni in cui la pellicola riesce a strappare qualche risata, anche se forse ci si aspettava parecchio di più.

Louise Michel è un film di grandissimo spessore artistico; ricercato e realizzato con estrema cura. Purtroppo, però, questo non è sinonimo di qualità e tanto le risate quanto il coinvolgimento scarseggiano in sala. Insomma, un curioso esperimento, un discreto lavoro, ma non esattamente un buon film. La commedia nera e il "dark humour" hanno visto momenti migliori.

Voto: 6,5

domenica 5 aprile 2009

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