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Machan

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Machan

Stanley e Manoj, due giovani e poveri abitanti dello Sri Lanka, sognano da tempo di emigrare in Germania. Sfortunatamente, l'ambasciata tedesca rifiuta loro sistematicamente di emanare un visto. Ma i due ragazzi non si perdono d'animo e, venuti a conoscenza di un torneo di pallamano che si svolgerà per l'appunto in Germania e al quale sono invitate squadre asiatiche, decidono di improvvisare una "Squadra nazionale di pallamano dello Sri Lanka". Così, raccolto un buon numero di aspiranti emigranti, la "squadra" si iscrive al torneo...

Esordio alla regia di Uberto Pasolini, il noto produttore di Full Monty, questo Machan si dimostra già sulla carta molto interessante. Un po' perché è ispirato ad una storia realmente accaduta (quella di 23 presunti giocatori di pallamano dello Sri Lanka svaniti nel nulla nel corso di un torneo tedesco), un po' perché è una produzione a sei mani, divisa tra Germania, Sri Lanka ed Italia. Machan si presenta subito come un film colorato, divertente e divertito, ma non per questo scialbo o frivolo. Il dramma della povertà dei protagonisti viene affrontato con leggerezza ed ironia ma mai svilito né banalizzato; un risultato non facile da ottenere. Unendo l'eredità stilistica del neorealismo italiano ai più recenti standard della commedia, Pasolini riesce a creare un ambiente umano delizioso, nel quale è un piacere immergersi.
Qualche perplessità sorge, però, in merito alla caratterizzazione dei personaggi; sembra quasi, in effetti, che il film voglia stare a metà tra un'opera corale ed una storia imperniata su pochi protagonisti ben definiti. Da questa ambiguità nasce una caratterizzazione dei personaggi parziale ed impalpabile, cosa questa che mina notevolmente la capacità empatica della pellicola. Non un difetto gravissimo, ben intesi, ma comunque abbastanza rilevante da intaccare, sia pur lievemente, questa bella prova cinematografica.
Da non perdere la molto ben girata e recitata scena finale. Sembra quasi che Pasolini e soci abbiano deciso di condensare tutte le energie negli ultimi minuti dell'opera, che sono un capolavoro di regia, interpretazione e scrittura.

Qualche difetto qua e là ne limita la portata, ma in definitiva Machan è una pellicola molto importante sia dal punto di vista prettamente cinematografico, con il suo modo di interpretare la tradizione neorealista, sia da un punto di vista più esteso e sociale, essendo una ben riuscita coproduzione euro-asiatica.

Voto: 7,5

mercoledì 1 ottobre 2008

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