Film MachineMatch Point
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Nella vita non serve il talento, ma la fortuna. Insomma il destino è oscuro, strano, in un certo senso comico, ma soprattutto non manovrabile. Soprattutto è ingiusto. Allen non è mai stato un ottimista. Diciamo un disilluso sfortunato. Quando tutto fa sembrare che l'assassino non abbia più scampo (si accusa anche da solo), di colpo tutto finisce bene. Lascia una sensazione terribile. Il regista carica tutta l'ultima parte della pellicola in un modo pazzesco, esagerato. Tensione prolungata. Alcune scene sono al limite del grottesco. Un'opera un po' retrò come al solito tra musica classica e quadri, distaccata dalla realtà comune, ma attenta all'umanità, restando più su un lato filosofico che su uno pratico. Voto: 8 lunedì 14 agosto 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|