Film MachineMiami Vice
di Luca Alessandroni
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Dopo Collateral, il digitale sporco, sgranato e sfocato, è ancora il protagonista di un film targato "Mann"; Miami Vice è sperimentale come il suo regista e faticherà a conquistare gli amanti del poliziesco. Perché è insoluto e ti lascia sospeso tra le fragilità dei protagonisti che si sentono terribilmente soli. Oltre due ore di action movie pirotecnico tra corse con ogni tipo di mezzo, sesso multietnico, spionaggio e contro-spionaggio, droga e hit da "super-classifica", balli hot e una sparatoria che sembra reale. Arriva in pellicola l'essenza di un serial tv cult che spezza, già dall'incipit claustrofobico, ogni legame col piccolo schermo. Il finale anti-genere è in realtà l'inizio di una storia non raccontata, perché briciole di consolazione ci sono solo per uno dei tre protagonisti. In mezzo c'è uno spaccato di America monopolizzatrice che non fatica a vendersi e a commercializzare la vita umana. Il resto è noia perché spettacolarizzazione di uno stile visivo eccessivo e fracassone. Il film paga l'eccessiva lunghezza con conseguente ripetitività degli schemi narrativi anche se "gli incidenti" alle love story dei due detective portano appeal all'ultimo atto del dramma altrimenti scontato. Voto: 6,5 lunedì 9 ottobre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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