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Michael Clayton

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Michael Clayton

La U/North, una potente multinazionale, ha un sacco di grandi e piccole beghe legali, una delle quali legata alla pericolosità di un diserbante prodotto dalla multinazionale stessa. Arthur Edens è il più bravo legale dell'azienda, che decide di urlare al mondo ciò che la U/North combina, proprio quando la compagnia sta per vincere la causa del diserbante. Karen Crowder è una spietata arrivista disposta a qualsiasi menzogna pur di scalare la montagna gerarchica. Per la U/North, Michael Clayton è semplicemente uno che "fa le pulizie". Un avvocato bravo a far sparire le tracce della colpevolezza dei suoi clienti. Un uomo in crisi, tra famiglia sfasciata e debiti accumulati col gioco d'azzardo. Ma anche per lui le cose stanno per cambiare...

Sembra che il filone dei legal-thriller e dei film sulle malefatte delle multinazionali piaccia parecchio a George Clooney, che in questo film appare in veste di protagonista e produttore esecutivo. E se lui ci regala la solita interpretazione ispirata e coinvolta, il film di per sé ha qualche problemino. Girato secondo il tradizionale stile che contraddistingue questo tipo di storie, con regia e montaggio asciutti ed essenziali e attenzione incentrata prevalentemente sui dialoghi, Michael Clayton corre il rischio di tramutarsi in diverse occasioni in un polpettone difficile da seguire. La vera protagonista del film è la sceneggiatura che tra cause e ricorsi, enigmi e sotterfugi farà la gioia di ogni avvocato o aspirante tale. Come un giallo che scorre tra firme e controfirme, siamo guidati in un universo di malefatte e coscienze a pezzi da cui riemergere appare impossibile, trascinati in un vorticoso abisso di interessi e denaro sonante. Il film non riesce, comunque, a risparmiarci la patologica lentezza tipica di sceneggiature di questo tipo. Diciamo chiaramente che siamo di fronte ad una pellicola pesante, per temi trattati e scelte stilistiche, ben progettato e costruito, ma che non sempre raggiunge i suoi obiettivi di critica al sistema capitalistico e giuridico occidentale. Barcamenandosi tra l'analisi sociale e psicologica, a volte si fa fatica a mantenere il filo del discorso e l'asciuttezza dello stile visivo non aiuta. I dialoghi, comunque dinamici e ben scritti, risultano troppo dettagliati e divaganti e contribuiscono al senso di caos del film.

Michael Clayton è un thriller a sfondo legale, dove il mistero sta nella clausola che può essere usata per arrivare a chissà quali scopi, e dove i veri nemici sono l'interesse e il capitale. Sta talmente bene nel suo genere che eredita tutti i pregi e i difetti del caso, accompagnando ad una profondità e serietà d'intenti mirabili una certa dose di noia dispensata con poca parsimonia. Perciò attenti, perché non è difficile perdere il filo e trovarsi bloccati nel labirinto della legge... e della sceneggiatura.

Voto: 7

sabato 6 ottobre 2007

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